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August 28 L'arte sacra e i Dieci Comandamenti
Purtroppo molta confusione si è fatta e si farà sulla vicenda del Secondo Comandamento. Confusione e/o speculazione, oseremmo dire. Passiamo subito al passo del Deuteronomio: Questo comandamento è stato fatto oggetto di interpretazioni storiche e teologiche sbagliate. Da una parte la malevola interpretazione anticlericale, dall’altra quella protestante e geovista. Analizziamo la prima. Spesso e volentieri capita di imbattersi in argomentazioni che denunciano una sospetta modifica dei Comandamenti da parte della Chiesa. La quale, dicono, avrebbe “depennato” la parte che vietava la fabbricazione di immagini per motivi prettamente economici, per poter creare il mercato dell’arte sacra. Ora senza dubbio, il Comandamento vietava nella maniera più assoluta la creazione di immagini e da esso nacque l’aniconismo (assenza di immagini) ebraico. Di fatto, però, questo antico divieto oggi non è più rispettato: Siamo in presenza di una sorta di imbroglio? Chi afferma una cosa del genere dimostra di non conoscere la natura profonda del Cristianesimo e la sua Storia. In realtà nessuno ha arbitrariamente depennato il Comandamento, anzi i primi cristiani ereditarono l’aniconismo ebraico e, per questo, nei primi secoli del Cristianesimo non furono prodotte raffigurazioni di Cristo. Poi si ricorse al simbolo, come quello del Pesce e del Buon Pastore che si possono ancora oggi osservare nelle catacombe. Cosa accadde in seguito? Si sviluppò una riflessione teologica molto basata, a nostro parere, anche sul pensiero paolino. L’Apostolo delle genti aveva molto insistito sul passaggio che, col Cristianesimo, era avvenuto dalla Legge alla Grazia. Molto “moderno”anche l’approccio che Paolo aveva con la Scrittura, cogliendone anche l’aspetto talvolta simbolico. Illuminante, a questo riguardo un passo che forse anche i non cattolici dovrebbero riconsiderare meglio: “…da Dio, 6 che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dá vita.” (2 Cor 3, 6) La lettera fa, appunto, riferimento alla Legge dell’Antico Testamento mentre il Nuovo Testamento ha solo una legge interiore: lo Spirito. Ovviamente anche la lettera è importante, ma senza lo Spirito può essere deviante. Ecco che quindi la Scrittura va letta sempre cum grano salis, cosa che molti (credenti e non) dimostrano spesso di non avere buttandosi a capofitto con citazioni buttate lì a caso che o non c’entrano niente o, nel migliore dei casi, non dicono affatto quello che si vorrebbe far credere. Ad ogni modo i Cristiani capirono che l’applicazione del comandamento “Non avrai altri dei di fronte a me” che vietava le immagini andava interpretato alla luce del Nuovo Testamento. Qual’era lo spirito del comandamento? Bisogna tenere conto anche del contesto storico, quando in quel tempo l’idolatria era dominante e si tendeva ad adorare di tutto: ogni animale, ogni raffigurazione poteva servire allo scopo. Da qui il divieto di produrre immagini, per tagliare la testa al toro. Ecco il perché del divieto di raffigurazione sia delle cose celesti che di quelle terrene. Questo era lo spirito, l’obiettivo di fondo era quello di scongiurare il pericolo dell’idolatria. Perché Dio non è rappresentabile, se quindi se ne fa una rappresentazione si corre il rischio di creare un idolo: un falso dio, dalle sembianze umane o animali. Cosa è accaduto però con il Cristianesimo? Uno dei misteri fondanti di quest’ultimo è proprio quello dell’Incarnazione: Dio che si fa uomo. Cristo è l’Uomo-Dio. Se qualcuno facesse un ritratto di Cristo otterrebbe la rappresentazione grafica di un uomo, ma in realtà rappresenterebbe (inauditamente) anche Dio. Quindi, se Dio è diventato rappresentabile l’applicazione del Comandamento che vieta le immagini è automaticamente superata: non è più necessaria. Per questo l’arte sacra ha pieno diritto di esistere, non offendendo né Dio né gli uomini. Ad ogni modo tutto questo è avvenuto alla luce del sole nel corso di anni e anni, non in un momento preciso e coattamente come alcuni vorrebbero far credere. Infatti la questione delle immagini fu molto dibattuta, fino a sfociare nell’iconoclasmo dell’VIII sec. che portò alla distruzione di un gran numero di icone e opere d’arte. L’iconoclasmo fu una delle tante eresie arrivate dall’Oriente ma che non attecchì mai in Occidente, fino ad essere definitivamente bandita anche in Oriente. L’anticlericalismo militante insiste molto, e a torto, sul secondo aspetto: quello delle immagini. I protestanti, invece, muovono spesso accuse di idolatria basandosi sulla prima parte del comandamento. Lo vedremo nel prossimo intervento. Comments (49)
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