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August 11 Com'è nata la religione?
Com’è nata la religione? Una semplice domanda che, se posta ad un anticlericale, trova una semplice risposta: la religione nasce dall’ignoranza e dalla paura. Questa è la sentenza che si trova in molti blog. Ad ogni modo il nostro intento è quello di dimostrare come, ancora una volta, la presunzione anticlericale che si definisce “moderna” si basi in realtà su presupposti e pregiudizi triti e ritriti nonché superati. Nemmeno a farlo apposta, anche qui la nostra ricerca non ci porta molto lontano cronologicamente, visto che la base ideologica di certo anticlericalismo militante (anche se non lo ammetterebbero mai) è sempre la stessa: il positivismo otto\novecentesco. In particolare nell’antropologia evoluzionista che ha trovato uno dei suoi maggiori esponenti in James Frazer, l’autore della celeberrima opera intitolata “Il Ramo d’oro”(1890). Un’opera che nacque nel contesto della nuova disciplina antropologica che si basava sull’aspirazione di avere un approccio positivo con l’oggetto di studio, ovvero applicare ai fenomeni sociali e culturali gli stessi metodi usati nelle scienze naturali. Così i primi antropologi venivano considerati non solo come degli studiosi, ma come dei veri e propri scienziati. In questo contesto non fu possibile evitare di occuparsi anche di uno dei fenomeni sociali e umani fondamentali: la religione. Così molti si cimentarono nell’impresa di gettare luce sull’origine della religione elaborando quelle che per noi altro non sono che congetture, ma che allora erano considerate vere ipotesi quando non leggi scientifiche. Vediamo cosa diceva Frazer. Lui partì dalla teoria sulla magia per tracciare un serie di stadi di sviluppo della civiltà umana. La magia nasce da quella che poi De Martino chiamerà la “crisi della presenza” dell’uomo primitivo, dovuta alla sua vita precaria dove la sopravvivenza era sempre a rischio. La magia nasce per l’esigenza di controllare il mondo ostile circostante, per agire nel mondo e non essere “agiti”. Il mago non invoca nessuna divinità e il rito magico ha un orine inflessibile a imitazione dell’inflessibilità dell’ordine naturale. Cioè il rito magico nascerebbe da un’osservazione non arbitraria della natura, che si cerca di controllare contrapponendole un ordine altrettanto inflessibile. Anche il mago si crede una sorta di scienziato. Poi, secondo Frazer, si ha il passaggio alla religione dovuto a due fattori: il primo è l’incapacità del mago di controllare la natura; il secondo è l’esperienza della Forza da parte dell’uomo. Il quale, rendendosi conto dell’enorme forza della natura e rassegnatosi sulla possibilità di controllarla, cerca di occupare lo spazio lasciato vuoto fra la Forza e la Vita. Ed ecco che nasce l’intermediario, il sacerdote che stabilisce una relazione fra l’uomo e le grandi forze che regolano il mondo, a volte fino ad essere identificato con la Forza stessa. Cioè, una volta verificato l’insuccesso dei rituali magici, si è cominciato a venerare e implorare potenza divine immateriali ma immanenti nella natura. Ecco in che senso la religione è nata dall’esperienza della Forza: nasce-non nasce, piove-non piove…Lo stesso Frazer faceva l’esempio della pioggia: piove – l’uomo non sa cos’è è la pioggia e perché piove – prende la pioggia per una divinità o per un’azione divina = nascita della religione. Poi sarebbe venuta la volta della scienza con la razionalità come unico modello di interpretazione. Secondo Frazer questi passaggi dell’umanità erano variamente distribuiti nella storia dello sviluppo dell’umanità.
Ovviamente nessuno, nemmeno gli antropologi, crede più a queste cose. La teoria di Frazer è logicamente sbagliata, viziata da una forte prospettiva ideologica (quella evoluzionista, su cui torneremo in seguito) e da uno schematismo fin troppo semplicistico. Per molti ormai credente è sinonimo di ingenuo, in realtà ingenuo è chi crede che la nascita della religione possa essere spiegata con un espediente come quello della pioggia: non lo capisco e lo chiamo Dio. Solo che Frazer ha l’attenuante di essersi trovato in quel determinato contesto, oggi invece il positivismo dovrebbe essere lontano anni luce ma in realtà è una dimensione ideologica ancora molto presente (spesso anche in maniere inconsapevole). In realtà nessuno sa come, quando e perché sia nata la religione. Inoltre la religione non è direttamente connessa al grado di conoscenza né le due cose sono automaticamente escludenti, basta pensare al padre della scienza moderna: Galileo. E a tutti gli altri geni della Cristianità (da Dante a Newton, fino a Tolkien e oltre) e fuori della Cristianità. La cultura dominante vorrebbe invece relegare tutto ciò che è religioso nel ghetto dell’ignoranza e della superstizione. Si dicono progressisti, ma in realtà è come se per loro gli ultimi due secoli non fossero mai esistiti, per riportarci in una dimensione storica già superata. Forse aveva ragione il vecchio Heidegger a dire che bisogna fuggire dagli uomini dalle grandi certezze, da quelli che sanno tutto… Comments (39)
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