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November 04 Diciamoci la verità: il problema del Crocefisso non è la laicità, è che rappresenta una civiltà in via di estinzione.Trovo molto più convincente e sincera la battaglia contro il Crocefisso portata vanti, qualche anno fa, da Adel Smith. Quel simbolo andava eliminato perché rappresentava un deicidio, cosa inaccettabile per gli islamici, ed altro non era se non un macabro “cadavere in miniatura”. Simbolo di quella Chiesa cattolica definita come un’associazione a delinquere. Insomma, odio esplicito contro il Cattolicesimo. Una motivazione di fondo biasimabile, ma almeno comprensibile. Una chiarezza che manca invece alla recente sentenza di Strasburgo che riconosce addirittura dei risarcimenti ai figli della signora di origine finlandese, perché “turbati” da quel simbolo. Perché? Perché la croce è un simbolo religioso ed, essendo lo stato laico, non può essere esposto nei luoghi pubblici. Non fa una grinza. Ha ragione della Vedova a dire che in effetti la sentenza ha una sua logica. Il problema è che da questo ragionamento, mancano giusto quei duemila anni in cui il Cristianesimo si è imposto e ha contribuito in maniera decisiva alla nascita dell’Occidente come noi oggi lo conosciamo. Forse dopo questi due millenni, si può smettere di pensare al Cristianesimo solo come a una religione e riconoscerlo anche come fenomeno storico e culturale. Uno stato per essere laico, non ha bisogno di rinunciare alla sua cultura storica. E se lo fa, è destinato a scomparire. La cultura è fatta anche di simboli, quindi da questo punto di vista il Crocefisso non è solo un simbolo religioso. Quindi eliminare il Crocefisso in nome della laicità, non ha alcun senso logico. Ha senso farlo se, come Adel Smtih, il Cristianesimo ci fa letteralmente schifo. Se l’Italia fosse diventato un paese comunista, forse oggi avremmo ancora nelle scuole la falce e il martello. E non ci sarebbe nulla di strano. Nelle repubbliche socialiste, il comunismo rappresentava il fenomeno fondamentale a livello politico, sociale e culturale. In questo caso, però, io non metterei in campo una indiscriminata lotta contro i simboli. Mi opporrei alla falce e martello senza farmi scudo di una laicità ormai svuotata di senso (visto che ognuno la usa per tirare acqua al suo mulino, anche quando non c’entra un emerito niente). Mi opporrei per quello che quel simbolo rappresenta, un’ideologia di morte che insieme al nazismo – e quindi alla svastica – ha portato il mondo sull’orlo della distruzione. Se fossi un relativista dovrei dire che una cultura vale l’altra, ma siccome non lo sono posso ben dire che, se il nostro fosse stato un paese comunista, la sua cultura andrebbe abortita insieme ai suoi simboli. Quindi, ripeto, togliere il Crocefisso ha senso solo se pensiamo lo stesso del Cattolicesimo. Questo è il punto. È un problema di identità storica. Si può legittimante proporre di abortire l’identità culturale dell’Occidente? Certo, purchè sia riconosciuto anche il diritto di non essere d’accordo. Questo è il punto, nessuna violazione dei diritti umani né in un senso né nell’altro. Con o senza i crocefissi, non vengono meno la libertà e laicità. Si tratta semplicemente di capire chi siamo noi. Siamo ancora tutti, o quasi, convinti che il Cristianesimo sia stata una sciagura per l’umanità. Che ha distrutto l’equilibrato mondo antico per far precipitare l’umanità nella barbaria e nell’oscurantismo del Medioevo. Che ha ostacolato la scienza in tutti i mondi. Che ha ucciso chissà quante persone per le sue incomprensibili questioni dottrinarie. Se tutto questo fosse vero, il Crocefisso andrebbe bandito non solo dalle scuole ma da tutto il mondo. E non per la laicità, ma per quello che rappresenta e che non vogliamo più. Il rischio è quello di abortire una cultura storica che non conosciamo se non per pregiudizio. Sarebbe ora di presentare il Medioevo cristiano come una delle poche più radiosa dell’umanità, piena di invenzioni che hanno cambiato – e in meglio – il mondo. La libertà dei Comuni italiani, il capitalismo, l’attitudine alla scienza e alla filosofia, la teologia e la filosofia con l’affermazione del concetto di persona. I diritti umani, il progressivo abbandono della schiavitù. L’arte che rende dei veri e propri gioielli le nostre città. Qui, e in tutta la storia del Cristianesimo, si è forgiato l’Occidente. Non è stata una storia perfetta? Ce ne faremo una ragione, visto che di sicuro non è stata peggiore di quella precedente. Anzi, ne ha conservato le pecche aggiungendo però nuove virtù. Io preferisco di gran lunga questa al muro bianco e disadorno che vorrebbero imporci. Preferisco un’Europa laica ma con un’anima cristiana, a un’Europa triste in veste neo-sovietica o islamica. Un’Europa con una cultura cristiana ferma nei diritti umani, e non cedevole alle mode eugenetiche precristiane o anticristiane. Posso? A riguardo leggi anche: Messori: "Via dagli uffici la foto di Napolitano"Ostellino: offesi noi laici debitori del VangeloTravaglio e il Crocefisso Il Crocefisso secondo Natalia GinzburgE Cavour mise la croce in classeComments (23)
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