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6月22日 Creazionismo ed evangelicalismoIl 28 maggio 2007 è stato inaugurato, a Petersburg, il Creation Musuem. Si tratta di un particolare “museo di storia naturale” nato dal movimento evangelico Answer in Genesis. Lo scopo è quello di propagandare un creazionismo duro e puro che dovrebbe insegnare a grandi e piccini – scrive Riccardo Chiaberge ne La variabile Dio – che la narrazione biblica ricalca fedelmente la realtà. Da qui tutta una serie di veri e propri disastri e salti mortali. “Sicchè – prosegue Chiaberge – le lucertole giganti e gli Homo Sapiens Sapiens, che secondo gli scienziati sono comparsi sulla Terra a milioni di anni di distanza, vengono fatti convivere come in un cartoon dei Flintstones. I creazionisti non nutrono dubbi sul fatto che la Terra abbia appena seimila anni, che i dinosauri siano usciti dalle mani del Padreterno il sesto giorno e siano saliti sull’arca insieme agli altri animali (a parte i fossili annegati nel diluvio). Per rendere più chiaro il messaggio, gli scheletri delle creature preistoriche, i minerali colorati e le immagini del Grand Canyon si alternano a diorama con Mosè e Paolo che catechizzano le folle, Lutero che incita la Chiesa a ritornare alle Scritture […] Se cominci ad accettare l’evoluzione su una Terra molto più antica del racconto biblico ti troverai di fronte alla gigantesca palla per demolizione, con su scritto MILIONI DI ANNI, che va a schiantarsi sulle fondamenta di una chiesa. […] Il presidente di Answer in Genesis, l’australiano Ken Ham, […] è insuperabile nell’arringare adunate oceaniche di scolari con i suoi sermoni contro la biologia evoluzionistica. “Ragazzi e ragazze – esordisce di solito. – Se uno dei vostri insegnanti parla di evoluzione, o di Big Bang, o di un’era in cui i dinosauri dominavano la Terra, voi dovete alzare la mano e chiedere: “Scusi, ma lei era lì a quei tempi?” I bambini rispondono con un boato di approvazione. Ham continua: “Talvolta l’insegnante risponderà: “No, ma non c’eravate neanche voi”. Allora voi ribattete: “Non c’ero, ma conosco qualcuno che c’era e ho qui il suo libro sulla storia del mondo”, e sbandiera una copia della Bibbia. Tutto questo non accade in uno oscuro cantuccio di uno dei tanti movimenti del protestantesimo impazzito. Avviene alla luce del sole, e senza badare a spese. Il tutto è costato 27 milioni di dollari, una cifra raggiunta con le offerte degli evangelici americani. Sempre con le offerte, si raggiunge un budget annuale di 15 milioni di dollari per le retribuzioni e ulteriori attività di propaganda (con siti internet, libri e dvd). Questo vuol dire che, dal 2007 a oggi, sono stati spesi quasi 60 milioni di dollari. Una spesa veramente folle. Questo non solo accade alla luce del sole, ma succede anche in quella che è la patria dell’evangelicalismo: gli USA. Qui può nascere una prima riflessione. Capita spesso di sentire deplorate le monumentali bellezze vaticane e cattoliche, viste come un impedimento per una vera adorazione “in spirito e verità”. Anzi, uno dei cavalli di battaglia di certi evangelici nostrani è proprio l’aspetto economico che hanno iniziative come i pellegrinaggi con tanto di vendita di statuette e di santini. Eppure, non ci si cura di quello che gli evangelici fanno (e sperperano) oltre oceano né si è mai visto un evangelico usare toni duri nei confronti di questi fenomeni. Di sicuro, mai con la stessa durezza che si usa contro la Chiesa cattolica. Questo per una prima riflessione di carattere economico. Ma quello che più mi colpisce è la concezione della Bibbia di queste persone. Sembra essere, essenzialmente, un libro di storia naturale e umana. La cosa curiosa è che se avessero ragione, la Bibbia perderebbe ogni interesse diventando uno dei tanti libri che si trovano sull’origine dell’uomo e dell’Universo. Credono di rendere onore alla Scrittura, ma legandone la veridicità agli aspetti esteriori, in realtà, la umiliano e la ridimensionano. Guardate questo video, con particolare attenzione ai minuti 15 e 16: YouTube - Gesù Cristo è una bufala? Questo signore si chiama Danilo Valla e tiene delle lezioni sulla Bibbia per You Tube. Un’iniziativa assolutamente lodevole e resa ancora più godibile dalla grande cultura di questo bibliofilo e dal suo carattere aperto e dialogante. L’argomento della lezione è assolutamente ineccepibile, ne ho parlato spesso anche io nel mio blog. Eppure anche Valla mostra di avere una concezione limitata della Bibbia “che non può sbagliare”. Al minuto quindicesimo si parla della classificazione del coniglio. Alberto, nei commenti di questo post di Miriam (che trovate qui), ha fatto notare delle imprecisioni dette. Ed ecco che la Bibbia, da libro dell’incontro fra Dio e l’uomo, diventa questione di ruminanti. Tutta la fede sembra reggersi, o cadere, a seconda di quello che il coniglio fa o non fa con i suoi escrementi. La veridicità della Bibbia si misura lì. Forse è una responsabilità un po’ troppo grande per un coniglio. Ecco perché, dicevo, credendo di onorare la Bibbia la si offende. Già in un altro post ho spiegato perché, invece, la Bibbia può sbagliare ma che è questo a renderla interessante. Certo, il creazionismo degli evangelici italiani è (o almeno sembra) molto più moderato. Mi chiedo se questo “moderatismo” rispetto ai compagni americani non sia in fondo dovuto al benefico contatto col Cattolicesimo che pure credono di avversare. Ma questa concezione sbagliata della Bibbia è presente anche in loro ed è la fonte di molti dei loro errori. Sarebbe interessante, in merito, sentire un parere ufficiale delle Assemblee di Dio in Italia (per quelle americane non credo ci sia speranza). Su una cosa così importante non si può fare finta di niente, questa concezione della Bibbia da parte degli evangelici americani (ai quali quelli italiani devono moltissimo) è giusta o sbagliata: non ci sono vie di mezzo. Forse, visto quello che fanno gli evangelici americani, sarebbe il caso di moderare i toni anche nei confronti della Chiesa cattolica continuamente accusata di oscurantismo e di manipolazione del messaggio biblico. Forse sarebbe anche il caso di riconsiderare il peso della storia e della tradizione della Chiesa che ha già visto tentativi del genere di fare della Bibbia il “libro totale” (allora, almeno in parte, giustificati dai tempi). L’esito è stato un vicolo cieco. In conclusione, un ultimo spunto di riflessione. Sant’Agostino spiegava che si può possedere la verità religiosa senza avere anche quella scientifica. Ma se la Bibbia è un libro scientifico, vuol dire che se cade una, viene meno anche l’altra. Infatti, il grande pensatore lasciò il manicheismo perché era legato ad una visione scientifica (precisamente cosmologica) poi rivelatasi errata. Adesso capita spesso di leggere in siti e blog evangelici la pretesa di avere un rapporto diretto con Dio, con tanto di folgoranti illuminazioni dello Spirito Santo e fenomeni di glossolalia. Ma se la Bibbia è un libro scientifico e la conseguente visione scientifica contiene degli errori, non sarà che forse sono sbagliate anche la visione teologica e tutto l'apparato circostante? 评论 (109)
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