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6月17日 Maria e il "comparatismo"Sempre più spesso, capita di imbattersi in pedestri
ricostruzioni storiche sul rapporto fra paganesimo e cristianesimo. La vittima
preferita di questi malsani giochi sembra essere la figura di Maria. In realtà,
tali “ricostruzioni” si basano più o meno consapevolmente su studi
ottocenteschi di storia comparata delle religioni, tanto monumentali quanto
superati. Il più famoso, e recente, esempio di riesumazione di queste teorie ci
viene offerto dallo Zeitgeist. Si tratta di un video che da tempo gira in rete
e che viene presentato come la prova inconfutabile delle contaminazioni pagane.
A queste e altre accuse, Vittorio Messori risponde nel capitolo XIX del suo Ipotesi
su Maria. Riportiamo alcuni passaggi di questo capitolo per dare un’idea
generale della questione, prima di verificare la credibilità di certe
specifiche teorie. Nella seconda età dell’Ottocento, prima gli eruditi delle università tedesche e poi via via, i loro colleghi degli altri paesi occidentali furono folgorati dalla scoperta delle antiche religioni non cristiane, soprattutto asiatiche, sino ad allora poco o nulla conosciute in Europa. […] Da un simile cocktail di erudizione (e, speso, di settarismo ideologico: era il tempo del razionalismo e del positivismo) nacque la scuola “comparatista”. Quella, cioè, che comparava il cristianesimo alle religioni asiatiche e al “brodo di cultura” ellenistico e mediorientale dove aveva mosso i primi passi. Si cercò, così, di dimostrare che la “presunta” rivelazione del Vangelo altro non era che un coacervo di elementi religiosi e superstiziosi eterogenei. […] Da allora, il problema ha avuto ampiamente il tempo di decantarsi e molte delle vecchie opere di “storia comparata delle religioni”, pur restando talvolta dei monumenti impressionanti di erudizione, hanno perduto la loro carica aggressiva e non sembrano più una minaccia alla fede e al culto cristiani, almeno per chi non sia così ingenuo da farsi impressionare. Anche qui, però, si è verificata la consueta deriva: abbandonate, o molto mitigate, dagli studiosi più seri e aggiornati, le “ipotesi mitologiche” su Gesù e Maria fanno parte della vulgata dell’uomo di strada. Il quale è spesso convinto che dietro la devozione dei cattolici per la Madonna ci sia l’anacronistica continuazione dei culti di qualche Grande Madre leggendaria, di qualche Parthènos pagana. […] Il problema è stato studiato a fondo, tra gli altri, da Jean Danièlou, il grande teologo divenuto poi cardinale. A parere degli esperti non faziosi, di qualunque tendenza, il suo lavoro resta fondamentale: non si dimentichi che questo specialista d religioni ha avuto cattedra non solo nelle università cattoliche, ma anche in quelle di uno Stato dalle tradizioni laiciste come quello francese. Per anticipare la conclusione della ricerca, condotta su tutte le fonti disponibili, ecco alcune delle parole di Danièlou:
“Relazione, dunque, tra la struttura del dogma mariano nella rivelazione cristiana e la struttura dei culti femminili nella mitologia e nei misteri pagani? Se si esaminano davvero le cose, si constata che le analogie (che colpirono, e tuttora colpiscono qualcuno) riguardano le circostanze esteriori: nei due casi, infatti, è questione di nascita straordinaria e di culto che hanno per oggetto una donna. È però onestà oggettiva riconoscere che c’è opposizione totale tra le due strutture – cristiana e pagana – nel loro fondamento e nella loro natura.” In effetti, continua Danièlou, “i culti pagani sono tutti, senza eccezione, l’espressione di una religione della vita biologica, della fecondità, dove la femmina è il simbolo”. Se si guarda invece al ruolo di Maria “ci troviamo di fronte al riferimento storico a un intervento preciso di Dio nella vicenda umana. Intervento che, tra l’altro – ben lungi dall’esaltare la fecondità -, sottrae questo avvenimento alle leggi ordinarie della vita: e ciò per rimarcare il suo significato spirituale”.[…] Ovunque, in effetti, sia nelle religioni asiatiche che in quelle dell’antico ellenismo, si trovano delle teo-gamie, cioè delle unioni sessuali di un Dio con una donna. Non vi è nulla di simile nell’Annunciazione lucana, dove non vi è alcuna apparizione di un Dio (magari sotto forma di pioggia d’oro, di cigno o di altro animale) e si è lontanissimi dal clima di erotismo che accompagna tutte le mitologie dove protagonista è una donna. […] Più in generale, dando ancora la parola a Jean Danièlou: “Per chi conosca i tempi e il clima in cui la fede nel Vangelo è sorta, appare contraria a ogni verosimiglianza anche la semplice ipotesi di una influenza dei miti pagani sul cristianesimo primitivo. Il conflitto fra il politeismo pagano e il cristianesimo è troppo violento perché una influenza sia ipotizzabile. Una simile questione può porsi per il quarto secolo (quando vi è un afflusso in massa di pagani nella Chiesa), ma di certo non nel primo secolo, quando i Vangeli si fissano in modo definitivo”.
In effetti, gli specialisti della storia comparata delle religioni hanno finito per accorgersi che la di difficoltà era insuperabile, visto che ci si trova di fronte a un nucleo cristiano primitivo impermeabile a influenze non giudaiche. […] Se è possibile stabilire l’indipendenza da influenze pagane dei testi fondamentali del Vangelo che riguardano Maria […] c’è un altro problema, come dicevamo all’inizio. […] Ma che dire del suo sviluppo? Pur partendo dai dati biblici, non si sono forse costruiti una dogmatica, un culto, una devozione segnati dall’’influenza del paganesimo? […] Albert Noyon, uno specialista di questa materie, sintetizza così il problema […]: “Ci si dice: quando, soprattutto dopo l’editto di Costantino, nel IV secolo, i pagani entrarono in massa nella Chiesa, vi portarono la loro mentalità, solo superficialmente intaccata dalla nuova fede. […] Può darsi che la figura evangelica di Maria non abbia a che fare, alla sua origine, con le Dèe Madri, ma di esse divenne in seguito un surrogato, sotto la spinta delle masse. Anzi – senza che si osasse confessarlo – divenne una Dea ella stessa”. […] Cominciamo col proporre un paio di domande avanzate dallo stesso Noyon. La prima può riassumersi così: “Se culto e devozione verso la Vergine sono “prodotti” pagani, perchè appaiono così deboli, così ridotti proprio in quel terzo, quarto secolo in cui i pagani entrano in massa nella Chiesa? È proprio allora che si sarebbe dovuta verificare la paganizzazione del cristianesimo: le pratiche mariane sarebbero dovute esplodere. In realtà, non è affatto così. Maria è sì onorata, ma scrutata soprattutto, più che dal popolo, dalla teologia, che cerca di individuare – con oggettività e quasi “freddezza” di dibattito tra dotti – le dimensioni del mistero che quella Donna rappresenta per la fede.
Nel prossimo post, dopo aver offerto un quadro generale, entreremo nello specifico delle teorie che vogliono il culto mariano derivato da quello pagano. 评论 (143)
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