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5月21日

La Bibbia: istruzioni per l'uso.


Prima di tutto è importante capire di cosa stiamo parlando. La Bibbia è composta da una pluralità di libri che divergono per genere e che sono stati composti in un notevole arco di tempo. Ci sono, per fare un esempio, libri che hanno una caratterizzazione storica più spiccata e libri che invece sono a carattere puramente didattico. Pertanto non esiste un metro unico di lettura. Non si possono leggere il Genesi e l’Apocalisse allo stesso modo dei Vangeli. Ogni testo poi ha bisogno di essere inteso nel suo senso letterale e, allo stesso tempo, in quello simbolico. Le due cose vanno di pari passo e non sono contrapposte. Ma al rapporto fra lo spirito e la lettera dedicheremo, magari, un post specifico.

Ogni cristiano che intraprende la lettura della Bibbia si trova inevitabilmente di fronte a cose indiscutibilmente contrarie alla morale cristiana (e moderna). La Bibbia di sicuro non è un libro per moralisti. Stupri, incesti, massacri: c’è abbastanza da far storcere il naso alle nostrane anime pure (anche se spesso e volentieri furiosamente abortiste). Il primo elemento da tenere presente, però, è che la Bibbia non è il Corano. Quest’ultimo altro non è che il dettato di Allah. Il testo sacro dell’Islam ha quindi un solo protagonista attivo, quel Dio che dovrebbe essere anche al di fuori del tempo e dello spazio (e quindi delle consuetudini umane). Ma anche questo ci porterebbe lontano. Quello che conta è il fatto che, invece, la Bibbia è prima di tutto un libro scritto a più mani (non essendo il redattore una sola persona) attraverso varie epoche. Ma, soprattutto, è un libro composto da due protagonisti attivi: Dio e l’uomo. I racconti biblici sono il frutto dell’incontro\scontro fra questi due protagonisti. La Bibbia non è quindi il dettato di Dio, è la commistione di cose umane e divine. Quella dei testi (di chi scrive e di chi viene narrato) non è un’umanità idealizzata, un’edificante paesaggio fatto di buoni sentimenti e di pie avventure. A chi servirebbe un libro del genere? Ci troveremmo davanti un esempio di umanità immaginaria ed utopica, troppo lontana da noi e quindi inutile. Per questo, invece, l’umanità della Bibbia è quella reale, senza edulcorazioni, con la sua grandezza (nelle gesta eroiche, nelle grandi costruzioni ecc) e insieme la sua bassezza (i tradimenti, gli omicidi ecc). In altre parole, quello che nel Corano non si dovrebbe mai trovare, lo si trova nella Bibbia. Ma è questo che la rende interessante.

L’uomo biblico, in entrambi i suddetti aspetti, ha anche tutto il suo portato di mentalità e convenzioni tipiche delle società antiche. Ogni individuo può sperimentare sulla sua pelle la forza delle abitudini (e dei vizi). Immaginarsi quanto la cosa diventi più complicata quando si tratta di un intero popolo (e di un’epoca). La mentalità biblica non è quella moderna del “tutto e subito”. Se Dio avesse voluto agire così avrebbe dovuto optare per un dettato. E’ come se un padre pretendesse dal figlio neonato di imparare a memoria la Divina Commedia, invece di seguirlo nello sviluppo che gli permetterà poi di assolvere ai suoi doveri. Uscendo fuor di metafora, Dio avrebbe dovuto fare violenza all’uomo. Il Dio cristiano è però un Dio particolarmente amante della libertà. Ecco che allora anche Dio deve adeguarsi alla realtà con cui vuole entrare in contatto. Allora, tornando alla metafora, un buon padre non può nutrire il figlioletto con la bistecca. Ogni cosa al suo tempo.

Molti dimenticano che l’Antico Testamento è un testo di preparazione, per questo la Storia della Salvezza è attraversata (dal Genesi fino ai profeti) dalla speranza messianica. Solo col Messia il popolo eletto prima, e tutto il mondo dopo, avrebbero ricevuto la piena rivelazione. Infatti la luce dell’Antico Testamento è ancora offuscata. Dio irrompe nella storia umana, scegliendosi addirittura un popolo, ma gli lascia il tempo di crescere senza innescare rivoluzioni giacobine (come poi non sarà nemmeno il Cristianesimo). Per questo la Bibbia è un libro molto umano e tutte le vicende dell’Antica Alleanza vanno lette alla luce di quella nuova.

Quindi, proprio per la natura del testo, il male che si trova nella Bibbia non è attribuibile a Dio ma all’uomo (narratore e protagonista) che abbiamo visto essere un personaggio fondamentale. Quello biblico è un Dio di misericordia e di pazienza, ma anche dagli accessi di ira. Bisogna considerare due aspetti: il concetto e la forma. Concettualmente, l’idea di un Dio dagli attributi di Amore e al contempo di Giustizia (che quindi può punire) è concorde alla visione evangelica. Per quanto riguarda la forma, ovvero il modo in cui Dio applica la giustizia, bisogna tenere a mente quanto detto prima. Se la rivelazione veterotestamentaria non è completa, non può essere piena nemmeno la conoscenza di Dio. Per questo è possibile che metodi della giustizia umana siano presentati dalle narrazioni come assunti anche dallo stesso Dio. Lo stesso Isaia parla di Dio come del Deus absconditus, un Dio “nascosto”. Bisogna inoltre tenere presenti gli artifici letterari che possono seguire la narrazione, è ricordando tutte queste caratteristiche che si possono comprendere anche episodi dove Dio viene presentato in veste antropomorfa, cambiando idea anche nel corso di un dibattito con gli uomini (come con Abramo o con Mosè).

Quindi per l’interpretazione dell’Antico Testamento è, a volte, necessario prestare maggiore attenzione ai concetti (ai significati) che alle forme. Ma entrambi, concetti e forme, sono da purificare e perfezionare. Dimenticare il carattere di provvisorietà dell’Antico Testamento vuol dire porre un serio ostacolo alla sua comprensione più profonda. Né, in un’ottica cristiana, si può rimproverare Dio di non aver corretto il suo popolo. Nei Vangeli si trovano, infatti, varie espressioni che rimandano al compimento della Legge antica. Procedimento che avviene secondo due modalità. La prima è quella di una semplice rilettura dei precetti e degli insegnamenti biblici da un punto di vista diverso e più spirituale; basti pensare al modo di rispettare il Sabato. Il secondo invece è quello più radicale formato dall’insegnamento di comandamenti nuovi ma sempre nel solco di quelli antichi. Una nuova Legge del tutto diversa formata da una sintesi di tutto l’Antico Testamento, con l’abbandono di ciò che aveva fatto il suo tempo. Ecco allora l’origine di certi discorsi inaugurati da espressioni del tipo “avete udito che vi fu detto…ma Io vi dico” e “per la durezza dei vostri cuori Mosè…ma in origine…”.

Ci si potrebbe, però, chiedere perché Dio non abbia scelto un popolo più grande ed evoluto. Perché scegliere un “non-popolo” noto infatti solo per la sua singolare pretesa di avere un ruolo nella storia mondiale? In realtà, in tutta la Bibbia, Dio tende a scegliere quello che è più piccolo e disprezzato per rovesciare le scale di valori umane, e per mostrare la sua potenza tramite quella che Paolo chiamava “la stoltezza della predicazione”.

La Bibbia quindi non è un libro per moralisti, né per semplicisti. Le irriverenze, di cui viene spesso fatta oggetto, si inseriscono a volte nella migliore tradizione antisemita che parte dagli antichi autori romani fino ai contemporanei Odifreddi (che ritiene sia compito della scienza fare pernacchie a Mosè e Gesù, come notato qui da Giorgio Israel) e passando per Voltaire. Di solito è a fini ben poco nobili che si ispira questa “lettura” irridente del testo sacro ebraico, basata sul rifiuto di adottare anche per essa il criterio moderno che si usa per tutti i testi antichi. Ossia quello di calarsi nel contesto storico astenendosi, per quanto possibile, di applicare le proprie categorie di giustizia e di bene\male (spesso anche, curiosamente, presentate come assolute e definitive).

Ma dietro queste tendenze irrisorie (che poi non si capisce se, fra ignoranza e malafede, servano a irridere gli autori di esse o la Bibbia) si cela anche uno scatto di rabbia contro un testo che ad ogni modo continua ad avere successo. Essendo uno dei libri più diffusi al mondo (non a caso, prima opera stampata) e che non accenna a volersi fare da parte, la Bibbia è lo “scomodo” ricordo di un passato (appena due millenni) da cancellare o demonizzare. Niente di nuovo o di straordinario, quindi. È una cosa così vecchia e desueta da non riuscire nemmeno a mettere nella tentazione di stracciarsi le vesti, però è divertente vedere le pretese di originalità (e perché no? di scientificità) da parte di chi non sa di perpetuare un vecchio sport a più riprese riesumato.

评论 (14)

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Lo dici te che non ha sbagliato Ettore e ti capisco, per me ha sbagliato.
5 月 25 日
roseskay发表:
Ciao Ettore ...un saluto.
5 月 25 日
Ettore发表:

Il Corano è oggettivamente un dettato, perchè così si presenta. Non è un modo di vedere le cose. Che sia la Chiesa a dovere guidare i fedeli lo testimoniano diversi passi, gli apostoli aiutavano Cristo nella predicazione ed è chiaro che avrebbero dovuto farlo anche dopo. A Pietro Cristo dice di pascere le sue pecorelle, è una cosa che spetta alla Chiesa (compresa anche una cosa così importante come l'insegnamento e quindi l'intepretazione della Scrittura). La Chiesa non ha mai sbagliato la dottrina, nemmeno nei momenti più bui, si è sbagliato su tutto il resto ma non ha mai dovuto ritirare un dogma. La pratica ha visto il bello e il cattivo tempo, ma la teoria è sempre rimasta salva.
5 月 25 日
LEVIESTER发表:
@Marco: RIVELAZIONE CIO' CHE VIENE DATO DALL'ALTO, DA GESU' CRISTO!!!
5 月 25 日
Ecco Ettore, che ti dicevo?! ;-)
5 月 24 日
LEVIESTER发表:
Ispirazione e' una cosa, dettato e' un'altra e RIVELAZIONE un'altra ancora.
La bibbia e' un libro di RIVELAZIONE,E SE NON SI HA la chiave esatta cioe' GESU' CRISTO, rimarra' un libro come un altro.
Cioe' non si possono comprendere le cose di Dio ,con la semplice ragione, ma BISOGNA abbandonarsi a lui e lasciArsi guidare da LUI.
5 月 24 日
Il Corano è un dettato perchè lo vogliono vedere come un dettato, esattamente come i protestanti vogliono vedere la Bibbia. La mia era una provocazione che non hai voluto cogliere totalmente. Il fatto che debba essere la Chiesa ad interpretare in maniera più corretta quella parola chi lo dice? La Chiesa a volte l'ha saputa interpretare in maniera corretta, ma altre volte ha sbagliato completamente. Nella Chiesa ci sono uomini e come tali hanno sbagliato, sbagliano e sbaglieranno ancora ad interpretare il volere di Dio.
5 月 24 日
Ettore发表:

Io personalmente ho sempre trovato noiosi i dettati, fin dai tempi della scuola. Poi mi sono sembrati anche un pò umilianti. Sarà per questo che il Corano, nella forma come nel contenuto, non mi affascina. Il Corano è un dettato ed è il testo fondamentale dell'Islam, eppure anche l'Islam è ed è sempre stato lacerato da divisioni (sunniti contro sciiiti, sciiti duodecimani contro fatimidi ecc). Il fatto è che l'uomo ha un carattere molto litigioso, quando a Firenze i ghibellini venero sconfitti i guelfi si divisero in bianchi e neri. Non c'è niente da fare, con qualcuno si deve sempre litigare. Poi è la condizione stessa dell'essere umano, per quanto tu puoi dare un messaggio chiaro ci sarà sempre chi potrà o vorrà fraintendere. Hai ragione che con la Bibbia si può dire tutto e il contrario di tutto, è uno dei motivi per cui la "sola scriptura" protestante non funzione e permette le più diverse interpretazioni. Infatti Cristo ha creato una Chiesa proprio per potere fare sintesi dell'insegnamento biblico. Il punto è che la rivelazione è conclusa, ma l'ispirazione no. L'interpretazione del Magistero è sempre sotto ispirazione e quando se ne vuole fare a meno (in favore della sola interpretaziogne personale) la storia e il presente insegnano che alla fine è un deragliamento. Dio, quindi, sapeva che ci sarebbero state diverse interpretazione, però ha dato anche il modo per intepretare correttamente e per riconoscere le interpretazioni giuste. Anche dopo Dio ha voluto lavorare con l'uomo, non nonostante l'uomo. Per questo, per esempio, Dio non ci dice quanti debbano essere i dogmi, quanto debbano essere lunghi, su quali argomenti...sono cose che lascia alla Chiesa però sostenedola nella sostanza.
5 月 24 日
E' ANCHE un libro d'amore. Poi Ettore sai benissimo che molti fanno confusione tra ispirazione e dettato, per gli evangelici e per alcuni cattolici quello è un vero e proprio dettato, cioè è Dio che ha scritto quelle parole e vista così è ovvio che fanno i salti mortali per cercare di spiegare che non esistono contraddizioni. La tua visione ha molto più senso, se la vediamo come un ispirazione soggetta ad errori e contraddizioni si può ovviamente dicutere. Mi chiedo solo perchè Dio abbia usato l'ispirazione e non un dettato, sarebbe stato molto più facile. Sapeva già che l'uomo non sarebbe stato in grado di capire e che la bibbia sarebbe stata interpretata in mille modi diversi. Con la Bibbia infatti si può dire tutto e il contrario di tutto; si possono dire che le immagini sono vietate ma anche no, si può dire che la pena di morte è condannata ma in altri passi si dice il contrario. Insomma ognuno può portare avanti una tesi ed essere sorretto dai passi biblici. Se Dio avesse scritto di proprio pugno quel testo sarebbe stato molto più facile per tutti, e invece si è "divertito" con questa ispirazione. O forse è stato l'uomo che si è "divertito" a riportare il proprio pensiero facendolo passare come quello di Dio? mah! mistero della fede.
5 月 24 日
Ettore发表:

Ispirazione e dettato sono cose diverse. Il dettato è invadente e assoluto, l'ispirazione invece è più discreta e permette anche di sbagliare. L'ispirazione della Bibbia è un'ispirazione "progressiva", non è un fulmine a ciel sereno: è una storia di salvezza. A me sembra molto bello, con questa concezione di ispirazione non sono incompatibili errori e contraddizioni. Ma proprio perchè Dio vuole camminare con l'uomo, rendedolo protagonista. Il Vangelo poi è il sigillo di questa meraviglia, non è sbagliato dire che la Bibbia (se letta con sapienza) è un libro d'amore.
5 月 24 日
Sono perfettamente d'accordo quando dici che la Bibbia non è un libro per moralisti; non può esserlo, visto che vi è contenuto il peggio del peggio. Ma sono soprattutto d'accordo quando si dice che ogni passo della Bibbia va letto nel contesto storico d'appartenenza; se lo si facesse ci si renderebbe conto di quanto quel libro sia umano e poco o per niente divino. Vuoi sapere perchè io o altri ci prendiamo gioco di quello che è scritto nella Bibbia? Niente di tutto quello che hai detto tu, tranne forse la rabbia; la rabbia per qualcuno che ci ha fatto credere che la Bibbia fosse un libro scritto da Dio, un libro pieno di amore e che invece, riletto anche nel giusto contesto storico, appare come un libro anche pieno di odio e violenza, sentimenti che dovrebbero essere incompatibili con Dio. Io me la prendo con chi vuol far passare quel libro come opera ispirata o scritta interamente da Dio, facendo notare loro le contraddizioni e le immoralità presenti soprattutto nell'AT. Basta ammettere, come hai fatto tu, che il male che viene fuori da quei passi è attribuibile solo all'uomo e non a Dio. Che chi ha scritto quei passi si è inventato i dialoghi con Dio; basta dire che tutti quei massacri non è stato Dio a ordinarli. Ecco, se si iniziasse ad essere più critici e più onesti, molto probabilmente la finiremmo tutti di irridere quei passi e potrebbe iniziare a crearsi un dialogo costruttivo.
Un'ultima cosa... Tu dici: "...astenendosi, per quanto possibile, di applicare le proprie categorie di giustizia e di bene\male (spesso anche, curiosamente, presentate come assolute e definitive)."
E' logico che se io do un giudizio su qualcosa lo faccio secondo le mie categorie di giustizia, secondo quello che per me è bene o male; se per me è sbagliato uccidere e c'è un passo della bibbia dove si uccide in nome di Dio io dirò innanzitutto che secondo me non è stato Dio a voler uccidere ma se dall'altra parte ci si ostina a dire che è stato proprio Dio a volerlo, allora dirò che Dio è un assassino. Se nell'episodio che coinvolge Abramo, Sara e il faraone ci vedo un enorme ingiustizia da parte di Dio, è perchè seguo il mio concetto di giustizia.
Se poi la giustizia di Dio, come spesso mi si dice per giustificarlo, è diversa dalla mia e da quella degli altri uomini, benissimo, aspetto con ansia che al momento oppurtuno (se esiste) mi spieghi il suo concetto di giustizia. Fino a quel momento continuerò a seguire la mia morale e a giudicare in base a quella.
Ti saluto Ettore.
5 月 24 日
Marina发表:
Non per niente è un FRANCESCANO!!! Uno di quelli che tu odi...prrrrrrrrrrrrr! Scherzo....
5 月 23 日
Ettore发表:

ahah...molto simpatica la tua guida ;)
5 月 22 日
Marina发表:
Ettorino Ettorino....mi stavi quasi piacendo...poi hai ripreso a parlare male del mio amore! Piergiorgino non gli dar rettaaaaaaaaaaaa! Vieni, vieni qua che ti consolo ioooo! Questi cattoliconi cattivi ti hanno fatto piangere, cucciolo, micino bello... Tornando a noi...mi hai fatto venire in mente una cosa quando hai parlato di giustizia: Damiano, la mia guida spirituale, una volta, durante una sua catechesi, parlava di giustizia divina...e disse ironicamente: "di quale giustizia si sta parlando? Ra' toia!" Hihihih!
Proprio per sottolineare la disparità che c'è tra la giustizia (come la intendiamo noi) e la giustizia di Dio...che è tutt'altro...per fortuna!
5 月 22 日

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