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日志


3月14日

Satana e le Scritture

Se tu sei il Figlio di Dio, buttati giù; perché nella Bibbia è scritto:
Dio comanderà ai suoi angeli.
Essi ti sorreggeranno con le loro mani
e così tu non inciamperai contro alcuna pietra. (Matteo 4, 6)

 

Per i credenti le Scritture sono la fonte della Verità, la Bibbia è quindi uno strumento prezioso: un dono di Dio. Ma, come tutti i doni, deve essere usata con discernimento. Il passo delle tentazioni di Gesù ci dà un esempio di come la Bibbia può essere usata in modo pericoloso. Capita spesso di vederla usata come un’arma contro gli altri, qualcosa da buttare sprezzantemente in faccia a chiunque osi dubitare di quello che si sta dicendo. La cosa diventa ancora più odiosa quando il malcapitato è un non credente che si vede inabissato da una marea di citazioni e spesso senza la minima spiegazione, con la convinzione che quella valanga (nella maggior parte dei casi, male assortita) basti a se stessa in virtù della autorità della Bibbia. Senza capire che così facendo si produce nel malcapitato un effetto del tutto contrario a quello che si vorrebbe.

Esiste però un uso ancora più pericoloso, quello di usare la Bibbia per demolire la Verità della Bibbia stessa. Può sembrare un paradosso, ma è così. Si può negare la Verità usando come argomento una parte di quella Verità. È quello che fa Satana nel passo sopra citato. L’antidoto lo offre Cristo nella sua risposta:

Gesù gli rispose:
- Ma nella Bibbia c'è scritto anche:
Non sfidare il Signore, tuo Dio.

Questa è la chiave di volta del metodo interpretativo di Gesù: “Sta scritto anche”. Un metodo questo, poi ereditato dalla Chiesa, riassumibile nella forma latina dell’et-et. Quest’ultima è la regola d’oro di ogni saggia interpretazione del testo biblico, infatti le varie eresie che hanno funestato la storia della Chiesa si sono sempre basate su una logica dell’aut-aut. Per questo, per fare degli esempi, alcuni dicevano che se Cristo era un uomo non poteva essere anche Dio. E, giustamente, altri dicevano che se era Dio, non poteva essere un uomo (per cui ne aveva solo le sembianze). Nel Cristianesimo una logica dell’aut-aut non può che isolare alcune parti della Scrittura (stando sempre al nostro esempio, l’umanità o la divinità) per dimenticarne – o sottovalutarne – altre. Ancora oggi, alcune confessioni cristiane sembrano proprio basarsi su questo metodo, se ne possono fare innumerevoli esempi. Basti pensare alla questione della salvezza per fede o per opere. Chi volesse sostenere che ci si salva solo per fede userà questi passi:

È per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti. (Efesini 2:8)

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato. (Marco 16, 16)

La questione sembra essere risolta: ci si salva per fede. I passi citati sembrano affermarlo senza appello. Però anche chi sostiene l’importanza delle opere ha i suoi passi di riferimento:

Quando il Figlio dell`uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch`essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l`avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna". (Matteo 25, 31-46)

Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. (Gc 2, 26)

A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Forse che quella fede può salvarlo? (Giacomo 2,14)

Ancora una volta, la questione sembra conclusa a favore delle opere. Nel passo di Matteo nemmeno si parla della fede, eppure il contesto è quello del Giudizio Universale. Quindi, a seconda delle preferenze, è possibile scegliere fra fede e opere e dire che questa preferenza è biblica. Ecco l’aut-aut. Per questo le confessioni protestanti, da Lutero a questa parte, affermano che la salvezza avviene esclusivamente per fede e che le opere sarebbero una semplice esternazione accessoria di questo stato di grazia (un po’ per farsi belli, si potrebbe dire). Questo lo dice la Bibbia, ma è la Bibbia dell’aut-aut: Efesini e Marco sì, Matteo e Giacomo no (in questo caso). È la dottrina della sola fide. Non è infrequente vedere qualcuno che riceve reazioni ostili solo per aver fatto riferimento ai passi “sbagliati”. Qual è invece la soluzione che si può dare a questo problema con l’approccio gesuano dell’et-et? Ne troviamo un esempio nella dottrina cattolica che parte dai passi della Bibbia che pongono la fede alla base della salvezza, ma ricordando che “sta scritto anche” che la fede senza le opere è morta e che “se […] possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.” (1 Cor 13, 2).

Per questo la Chiesa cattolica insegna che la salvezza procede per la fede ma che ha bisogno anche delle opere della Grazia: et-et. Avendo ben chiaro che Dio non ha bisogno delle opere dell’uomo, ma le richiede come segno della sua partecipazione. A questo riguardo Paolo scrive:

Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa. (Col 1, 24).

Con questo Paolo non vuole certo dire che il sacrificio di Cristo è incompleto, ma che è vano senza la nostra compartecipazione a quel mistero. Le opere che necessitano al cristiano non sono le opere “umane” delle quali ci si potrebbe vantare, sono le opere fatte in Dio e che Dio ha stabilito per noi (come precisa lo stesso Paolo): le opere della Grazia. Non bisogna dimenticare, infatti, che quando Paolo parla della contrapposizione fra fede e opere fa riferimento alle opere della Legge. Ovvero della Legge antica che i farisei applicavano alla lettere credendo così di salvarsi praticamente da soli. Per questo inserire le opere nell’economia della salvezza non implica in alcun modo la presunzione dell’autosalvezza, poiché sia la fede che le opere (quelle nuove) vengono dalla Grazia. Si legge infatti nel Catechismo, all’articolo 426:

Nei confronti di Dio l’uomo, di per sé, non può meritare nulla, avendo tutto da lui gratuitamente ricevuto. Tuttavia Dio gli dona la possibilità di acquistare meriti per l’unione alla carità di Cristo, sorgente dei nostri meriti davanti a Dio. I meriti delle opere buone devono perciò essere attribuiti innanzitutto alla grazia di Dio e poi alla libera volontà dell’uomo (una volontà che però è necessaria, n.d.r.).

Questo è solo un esempio di come un approccio alla Scrittura di tipo gesuano permetta di comprendere appieno la Bibbia, anche nelle sue divergenze (vere o presunte) tenendo sempre a mente il contesto. Senza la creazione di passi proibiti. Purtroppo l’interpretazione dell’aut-aut fa entrare le persone in un circolo vizioso. Da un lato si afferma l’assoluta aderenza al testo biblico, ma dall’altra se ne fa un’implicita selezione. E così, per il rifiuto di una dottrina “umana” come spesso viene definita quella cattolica, si aderisce ad una dottrina veramente umana (nel senso peggiore del termine) ma senza rendersene conto. Per questo si vedono spesso fare citazioni che (nei pochi casi in cui siano corrette e non usate per far loro affermare quello che non dicono) non ammettono appello, nemmeno se questo viene dalla Bibbia stessa. Umano o divino che sia non importa: “sta scritto che…” e non c’è spazio alcuno per lo “sta scritto anche”. E da qui si capisce perché gli appelli lanciati – a volte in maniera un po’ ossessiva – di leggere la Bibbia non osino mai ricordare che bisognerebbe anche leggerla bene e con un minimo di discernimento che permetta anche di fare sintesi dei suoi insegnamenti. Per questo, anche se la Bibbia indica che ci sarà anche un giudizio sulle opere, un protestante – di solito – non ve lo ricorderà mai. E lo stesso accade nelle dottrine espresse dalla varie chiese, un esempio su tutte quella che si definisce Chiesa Cristiana Evangelica Internazionale (vd. alla voce Il nostro credo, paragrafo 2) :

http://www.salmo42.com/Chi%20Siamo/Chi%20Siamo.htm

Un’altra tentazione è quella dello “E questo dove sta scritto?”. Una domanda in sé legittima, ma della quale spesso viene fatto abuso. Perché si dimentica che lo stesso Gesù afferma:

Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, Egli vi guiderà alla Verità (Conoscenza) tutta intera, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. (Giov. 16, 12-14)

Un serio problema che si presentò ai primi Cristiani fu quello del compimento della Legge. Anche i pagani, cioè, dovevano seguire i dettami della Legge antica e quindi, fra le altre cose, farsi circoncidere? La risposta noi la troviamo oggi nelle lettere paoline. Ma come si giunse a questa soluzione? La Chiesa si interrogò e, pur con dei compromessi, accettò sostanzialmente l’idea di Paolo del superamento della legge mosaica. Ma questo è stato solo uno dei problemi che si ponevano allora e la Chiesa ha dovuto affrontarne tanti altri. Questo si ostinano a non capire coloro che vorrebbero far precipitare di nuovo la Cristianità nell’iconoclasmo, gloriosamente sconfitto molti secoli fa da quei successori degli apostoli che “avevano visto e creduto”. Per questo non si può pretendere che la Bibbia risolva ogni problema possibile e immaginabile, ma senza dubbio essa fornisce un metodo. Per questo molti contestatori della dottrina cattolica sono talvolta obbligati ad ammettere l’ineccepibilità delle riflessioni alla base di molte scelte, e devono così rifugiarsi nel semplicistico argomento che “questo non sta scritto”. E via allora con la sfilza di maledizioni su chi toglie e aggiunge, senza capire che quelle si rivolgono a chi manomette i testi e non a chi si interroga su certi problemi. E, soprattutto, senza mai ricordare che la Bibbia stessa ammonisce di non aver potuto umanamente dire tutto, rendendo vano (quando non ci sono errori) un rifiuto bastato esclusivamente sulla mancanza di un esplicito mandato divino (anche per le cose più semplici). Questo non perché la Rivelazione non sia conclusa, si tratta semplicemente di approfondire e di spiegare alcuni aspetti. Ancora una volta, lo stesso Vangelo ci mostra quanto sia sbagliato un atteggiamento del genere. Abbiamo già commentato altrove l’episodio di Marco 12, 18-27. Quello dove i Sadducei negano la risurrezione proprio perché non la trovano esplicitamente affermata nella Scrittura. Gesù dà loro una risposta stupefacente, ma non può citare un passo che affermi esplicitamente “I morti risorgeranno”. Oggi qualche teologo si schiererebbe con i Sadducei, perché “non sta scritto”.

 

Un ultimo veloce esempio. L’avversione degli amici protestanti all’eucarestia è sintomatica. Prima di tutto perché mostra come sia possibile costruire una dottrina basata non solo su una accurata selezione di passi, ma addirittura sull’arbitrario isolamento di un singolo periodo all’interno di un passo. Il fatto che “fate questo in memoria di me” abbia del tutto oscurato la parte più importante del “Questo è il mio corpo” dimostra tutto l’inganno della dottrina luterana della sola scriptura. Da Lutero in poi l’eucarestia divenne un simbolo panteistico e di simbolo parla anche la sopracitata chiesa, si legge infatti:

…con questi due simboli, ha istituito il Nuovo Patto con il Suo sacrificio perfetto, (Matteo 20:22; Marco 14:36), e ci ricorda la Sua morte fin che Egli ritornerà.

È inutile notare che mai nel Nuovo Testamento si parli di “simbolo” in merito all’eucarestia. Anzi, i passi che ne parlano (vd. Giov. 6, 35-58 e 1 Cor 11, 29) sembrano affermare l’esatto contrario. Così mentre si crede di smontare la dottrina cattolica chiedendo “dove sta scritto” allo stesso tempo si predica una dottrina che non solo “non è scritta” ma – cosa più importante – è del tutto sbagliata.

In conclusione, con l’et-et, non si vuole certo introdurre un principio assolutistico o, peggio, relativistico nell’interpretazione biblica perché è chiaro che ogni singolo passo deve essere scrutato con attenzione. Però quello dell’et-et è un principio che permette la piena comprensione e sintesi del messaggio biblico ed è una cura efficace che avrebbe prevenuto l’opera di Lutero. Il quale riuscì, incredibilmente, non solo a fare a pezzi il Cristianesimo (come tanti altri) ma anche, allo stesso tempo, a convincere tutti (compreso alcuni cattolici) di farlo in nome di Dio e della Bibbia. E questa opera continua in tutti quelli che, in perfetta buona fede, rifiutano la tradizione e l’insegnamento della Chiesa in favore di dottrine che si vorrebbero esclusivamente bibliche ma che sono frutto di letture parziali. E spesso anche i passi che sopravvivono all’inconsapevole filtro luterano ricevono, a loro volta, interpretazioni errate. Gli amici protestanti, in particolare gli evangelici, fanno quindi molto bene ad essere legati alla Scrittura. Ma è necessario adottare un approccio di tipo gesuano e abbandonare quello luterano per poter creare la condizione affinchè si realizzi la promessa della “Verità tutta intera”.

评论 (276)

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LEVIESTER发表:
Ester: DIMOSTRAMI che esiste l'anima e poi ne riparlimo... già che ci ei poi si gradisce anche la dimostrazione dell'esistenza dello spirito
Carissima Zel io non ti devo dimostrare proprio nulla.
Il fatto che tu sia andata dai monaci buddisti, che hanno tutto il mio rispetto, dimostra una sola cosa, che per te l'uomo non e' solo atomo. E' inutile che continui a ripetere che l'uomo e' solo atomo, perche' anche tu hai compreso che cosi' non e'.
Nella vita si procede per tappe, e pian piano si arriva alla meta.
Ancora non mi hai spiegato esattamente cio' che per te e' : R A G I O N E .
Auguro una buona domenica.


3 月 28 日
Miriam发表:
Zel ovviamente concordo per la maggior parte dei concetti espressi con Davide!
Il punto è questo...credo che come nella maggior parte delle cose la ragione stia anke in questo caso nel mezzo! Forse Zel, genere umano non arriva ancora da nessuna parte ( dopo millenni e millenni) con razionalità e cultura solo perchè non sono sufficienti e non si riesce a raggiungere l'autocontrollo perfetto perchè l'essere umano non ne ha da solo le capacità!!
Sarà che è proprio per questo che abbiamo bisogno dell'aiuto del CREATORE per ristabilire l'ordine delle cose nella vita di ogni individuo?
3 月 25 日

Miriam: PS - Ovviamente occorre distinguere, nel lavoro di conoscenza di sé stessi, quanto è logico-razionale e quanto attinente la facoltà di *rappresentazione simbolica*, in quanto il pensiero umano non è monolitico.
In primo luogo perché la ricerca della conoscenza di quanto è sinora ignoto non può che partire dall'ammissione della propria *inconsapevolezza*, in secondo luogo poiché l'essere umano non è solo pensiero.

C. G. Jung si riferisce quindi alla facoltà di "astrazione" ed al concetto di "Simbolo":
(Abstraktion) - «L'astrazione è un'attività che è propria alle funzioni psicologiche in genere. Vi è un pensare astrattivo, e così pure un sentire, un percepire e un intuitire astrattivi (...) Il pensare astrattivo estrae da ciò che che è estraneo un contenuto caratterizzato da qualità inerenti al pensiero, logiche. Il sentire astrattivo fa altrettanto con un contenuto d'ordine sentimentale e così il percepire e l'intuire. Vi sono quindi tanto pensieri quanto sentimenti astratti (...) Io pongo i sentimenti astratti sullo stesso piano dei pensieri astratti. (...) L'intuizione astratta (sarebbe da denominare) come intuizione simbolica in contrapposizione all'intuizione fantastica. (...)
Quanto più astratto è un contenuto tanto più esso è irrapresentabile. Condivido a questo riguardo il punto di vista di Kant, in base al quale un concetto è tanto più astratti "quanto maggiore è il numero delle diversità degli oggetti omesse in lui", di modo che l'astrazione, nel suo più alto grado si allontana assolutamente dall'oggetto e perviene così all'estrema irrappresentabilità.
(Symbol) ... il concetto di simbolo va rigorosamente distinto dal concetto di mero segno. Significato simbolico e significato semeiotico sono cose completamente diverse. (...) Una concezione che definisce l'espressione simbolica la migliore possibile, e quindi come la formulazione più chiara e caratteristica che si possa enunciare per il momento, di una cosa relativamente sconosciuta, è simbolica.» [1]

A tal fine Jung porta l'esempio della *Croce*: «La spiegazione della Croce come simbolo dell'amore divino è semeiotica, giacché "amore divino" designa il dato di fatto che si vuole esprimere in modo più acconcio e migliore di quanto non faccia una croce, la quale può anche avere molti altri significati. *Simbolica* è invece quella spiegazione della Croce la quale, al di là di ogni immaginabile spiegazione, la considera come espressione di un dato di fatto sino a quel momento sconosciuto, inesplicabile, mistico o trascendente»[2]

Il Dalai Lama spiega riguardo la conoscenza scientifica: «Dovrebbe poi esserci una distinzione molto chiara tra ciò che la scienza non è in grado di trovare e ciò che dalla scienza viene trovato come non esistente. Ciò che la scienza definisce come non esistente deve necessariamente essere accettato come non esistente anche da un Buddista, ma una questione totalmente diversa è ciò che la scienza semplicemente non riesce a trovare. (...) Pertanto, persino nell'ambito dei fenomeni fisici, quelli che hanno forme, colori, ecc., quelli cioè che riusciamo a percepire con i nostri cinque sensi, ve ne sono certo molti che oggi non comprendiamo, ma che lo saranno in futuro.
Per quanto riguarda altri settori quali, per esempio, la stessa coscienza, benché gli esseri senzienti, compresi gli umani, sin dai tempi più remoti abbiano avuto l'esperienza della coscienza, tuttavia ancora non sappiamo che cosa effettivamente sia (...) Quelle cose che non hanno né forma, né struttura, né colore, fanno parte di una categoria di fenomeni[3] che non possono essere compresi nel modo in cui s'indaga sui fenomeni esteriori.»[4]

E così Sant'Agostino:

"Qualunque cosa, diversa da sé, pensi l’uomo, un oggetto che è stato fabbricato non sarà mai simile a colui che lo ha fatto... Dio è ineffabile, più facilmente diciamo ciò che non è, anziché ciò che è. Pensi alla terra: Dio non è questo! Pensi al mare: Dio non è questo! Pensi a tutte le cose che sono sulla terra, agli uomini e agli animali: Dio non è questo! A tutte le cose che sono in mare o che volano in aria: Dio non è questo! A ciò che splende nel cielo, le stelle, il sole, la luna: Dio non è questo! Pensi al cielo: Dio non è questo! Pensi agli angeli, alle virtù, alle potestà, agli arcangeli, ai troni, alle sedi, alle dominazioni: Dio non è questo! E che cosa è? Questo solo ho potuto dire: ciò che non è. Mi chiedi che cosa è? Ciò che occhio non ha visto, né orecchio ha udito, né è penetrato nel cuore dell’uomo. Come pretendi che salga sulla lingua ciò che non è entrato nel cuore?"[5]

Un saluto,
Davide Gorga

--------Note--------
[1] e [2] "Tipi psicologici" - Carl G. Jung - Bollati Boringhieri editore, 1977 (titolo originale: Psychologische Typen - 1921)
[3] Notare come il Dalai Lama consideri la coscienza un "fenomeno" e non un "noumeno" - questione complessa; cfr. http://www.davidegorga.it/sistemibn.htm
[4] "I sentieri della sapienza e dell'incanto - Lezioni all'Univeristà Harvard" Dalai Lama con Jeffrey Hopkins (Mondadori, 2001)
[5]Agostino, Esposizione sui Salmi, 85, 8(12). - http://www.vatican.va/spirit/documents/spirit_20020917_agostino-salmi_it.html
3 月 25 日
Zel发表:
Miriam: Quali sono i LIMITI? ---> le singole capacità di esercitare l'auto controllo. C'è chi ci riesce e chi no
Chi li stabilisce? ---> nessuno per tutti; solo i singoli per se stessi
Come mai esiste ancora ( per esempio ) la guerra? --> perchè fa comodo, per ecessità, per odio, per difesa ecc...
L’uomo non è sufficientemente razionale da poterne fare a meno? ---> o non lo è o trova più "comodo" non esserlo
Sei sicura che basta la cultura ad educare l’istinto del male nell’essere umano? ---> oltre che alle capacità personali, sì
Gli strateghi militari e i capi di stato allora sono tutti degli analfabeti ignoranti e presuntuosi? ---> no, probabilmente eran talmente razionali da calcolare pro e contro di fare una guerra e agire di conseguenza

Ester: DIMOSTRAMI che esiste l'anima e poi ne riparlimo... già che ci ei poi si gradisce anche la dimostrazione dell'esistenza dello spirito

"Anzi, reprimere *razionalmente* un impulso senza lavorare anche ad un livello inconscio può portare ad esasperare l'impulso stesso." ---> tale "lavoro su livello inconscio" fa parte della necessità di esercitare, controllare e sviluppare un profondo autocontrollo.

Ps: per me, la Conoscenza è RAzionalità. Una conoscenza irrazionale non è niente.
3 月 25 日

Miriam: con il «controllo razionale» dell'istinto non si verrà MAI a capo di nulla, non in maniera definitiva almeno. È inutile vuotare un vaso se si continua a riempirlo. Così, è inutile vuotare il vaso dell'ira e della violenza se continuano a sussistere motivi che conducono all'ira. Anzi, reprimere *razionalmente* un impulso senza lavorare anche ad un livello inconscio può portare ad esasperare l'impulso stesso.

Occorre lavorare in profondità, essere onesti con sé stessi. Conoscere sé stessi. Una volta conosciuta la causa dell'ira potremo riflettere su di essa e vedere che non vi è motivo d'ira. Una volta compresa la *causa prima* di un comportamento che procura dolore a noi o agli altri diveniamo realmente in grado di dominarlo.
In quel momento diveniamo coscienti di quanto stiamo facendo anche a livello inconscio ed abbiamo pertanto (anche) la piena responsabilità delle nostre azioni.

Non esiste un controllo razionale che non crolli alla prima piena come una diga troppo fragile.

Gesù Cristo disse: «dai frutti conoscerete la pianta».

Occorre quindi intraprendere un cammino di conoscenza per rendere la pianta buona affinché buoni siano i risultati.

Ovviamente, poi, come giustamente scriveva Giovy poco più sotto, nessuno è perfetto ed ogni pianta ha bisogno di qualche piccola "potatura". La conoscenza arriva sempre per gradi. È il metodo *puramente razionle* che è destinato a fallire per sua intrinseca natura. L'educazione di sé stessi passa per la conoscenza, non la repressione. Anche se, come scriveva Giovy, nessuno fra noi è perfetto.

Davide
3 月 24 日
LEVIESTER发表:
:"Ma allora l'uomo non e' solo atomo, ma anche spirito, giusto?"---> no
E invece si l'uomo e anche spirito ed anima .
Zel sei un'angioletto.
3 月 24 日
Miriam发表:
Allora, mi ero persa nei meandri dei commenti…..ritorniamo al BENE e al MALE e al “controllo razionale” che l’uomo in millenni di storia dovrebbe aver dimostrato di avere.
Zel dice: L'uomo può esercitare controllo sugli istinti, come l'ira che causa vuolenza (quindi male), in quanto essere razionale. Più esercita la razionalità, meno è preda degli istinti e dei comportamenti disordinati. L'uomo può solo esercitare "potere", controllo ecc entro i propri limiti.--> Quali sono i LIMITI?
Chi li stabilisce?
Come mai esiste ancora ( per esempio ) la guerra?
L’uomo non è sufficientemente razionale da poterne fare a meno?
Sei sicura che basta la cultura ad educare l’istinto del male nell’essere umano?
Gli strateghi militari e i capi di stato allora sono tutti degli analfabeti ignoranti e presuntuosi?
Angelo invece afferma : la guerra, l'odio, la rabbia e la violenza, la povertà, la menzogna....>>>>
mica sono il male.. sono semplicemente condizioni dell'essere... ognuna di queste condizioni può essere negativa o positiva dipende. Ad esempio se la povertà ti porta ad essere prediletto dal signore.... :-) come vedi dipende dai punti di vista……..-->Quindi il tuo punto di vista qual è?
Il male ed il Bene esistono?
Se si che controllo hai sul “male” e sul “bene” nella tua esistenza?
3 月 24 日
Giovy发表:
Si! ma a me ne danno 25...hi..hi.. hi..scherzo ...SHALOM Davide!
3 月 23 日

Giovy, le mie preghiere le hai di certo! Ti ho solo indicato una via da percorrere, non ho mai scritto di averla io percorsa tutta... Eppure, un viaggio di diecimila miglia inizia sempre con un solo, singolo passo...

Un saluto!
Davide

PS - Abbiamo anche la stessa età!
3 月 23 日
Giovy发表:
x Davide
L’ autocontrollo di cui parlavo non era inteso come quello di “soffocare” i miei sentimenti con il risultato di “frustrazione” , bensì che si può passare da uno stato d'animo all'altro in modo perfettamente “cosciente”.(come hai ben sottolineato)
Es: tu puoi provare un forte sentimento d'amore verso una donna, ma allo stesso tempo puoi nasconderlo. Ogni volta che sei insieme a lei sei pieno d'amore ma aspetti il momento in cui anche lei si innamora. Non manifesti appieno i tuoi sentimenti solo perché non è arrivato il momento giusto. Però il tuo animo è pieno d'amore…...(cio’ non vuol dire che la sofferenza e’ solo negativa).
Questo pero’ per me non significa “controllarsi e sforzarsi” ma fare la cosa giusta ….
Come quando vorrei mandare a quel paese qualcuno che rompe tutte le volte e… nella piena coscienza si sapere che la pazienza e’ la virtu’ dei forti non lo mando….
Poi sono veramente felice per te se sei arrivato ad una piena “conoscenza di te stesso” fino al punto di non avere piu’ bisogno di autocontrollo ,ma sei perfettamente in grado di “conoscere per cambiare”…io a 35 anni ho bisogno ancora di” potatura”….
Gesù Cristo disse: *dai frutti conoscerete la pianta*.
Prega anche tu per questa piccola pianticella e per i suoi frutti…
Un saluto Giovy
x Zel...si si PER ME...giusto!
3 月 23 日
Zel发表:
Giovy: "per me Gesu' e' un essenziale "---> esatto: PER TE.
3 月 22 日

Giovy: «autocontrollo» è un termine a doppio taglio. Se con esso s'intende il costante controllo razionale degli impulsi inconsci non si riuscirà mai a giungere ad una conclusione. È come potare un albero per limitare la lunghezza dei suoi rami. Essi ricresceranno. E si dovranno potare ancora. E così all'infinito.
Il Buddha Shakyamuni sosteneva (a ragione) che soltanto eradicando l'albero della soffrenza la stessa sarebbe cessata (o *prosciugando la fonte delle emozioni afliggenti*- come direbbe il Dalai Lama). Lo stesso principio è valido sempre. In ogni religione o filosofia (cfr. Jung). Finché non si giunge alla causa prima l'autocontrollo cosciente si limita a porre dei vincoli all'inconscio ed il risultato può anche essere una sofferenza o frustrazione maggiore.
Similmente, nel Taoismo si dice: "si ha un bel placare un grande rsientimento! Se restano sempre altri motivi di risentimento, non se ne verrà mai a capo!"

Per «autocontrollo» invece si può intendere la *conoscenza* della causa prima (ciò che Jung definisce "illuminare l'Ombra") e la rimozione della stessa (come ad esempio nel "Dojo kun"). Ciò avviene grazie a un lavoro di conoscenza - non di controllo.

È il "conosci te stesso" della filosofia greca, rapportato però all'ambito più profondo e meno razionale dell'essere. La conoscenza di sé stesso rende l'uomo veramente libero. Egli non ha più bisogno di "controllarsi" o "sforzarsi" di fare la cosa giusta poiché il corretto comportamento gli è ormai connaturato.

Quindi, conoscendo sé stessi si trasforma sé stessi.
Sino a non aver più bisogno di un controllo così serrato.

Gesù Cristo disse: *dai frutti conoscerete la pianta*.

Un saluto,
Davide
3 月 22 日
Giovy发表:
Zel dice: La pace con se stessi la si trova sempre esercitando l'autocontrollo. Accettazione di se stessi, dei limiti, degli errori ecc... e comprensione di cosa è possibile migliorare e cosa invece dobbiamo semplicemente accettare....Non c'e' niente di piu vero...
Ora, questo autocontrollo ,questa accettazione dei propri limiti, il riconoscere i propri errori si conquista ed e' un duro lavoro...e se per me Gesu' e' un essenziale aiuto per arrivare a questo, per un altro puo' essere una qualsiasi altra via ...l'importante e' capire che essere in pace con se stessi ci porta a vivere con consapevolezza e in modo migliore tutte le relazioni personali e non .....buona domenica!
3 月 22 日
Zel发表:
Ester:"Ma allora l'uomo non e' solo atomo, ma anche spirito, giusto?"---> no
3 月 22 日
grande mitico Tolkien :-)
3 月 21 日

Ester Levi: Quale che sia la via seguita è pur sempre grazie alla mente ed allo spirito che si conseguono risultati duraturi. Non semplicemente controllando gli impulsi negativi ma eradicando le «emozioni affliggenti» e le cause di esse...

Ognuno di noi può cambiare.
Anche per vie diverse. Vie che non conosciamo.

Riguardo l'apparente contraddizione tra l'Onnipotenza di Dio e l'indiscutibile realtà del male nel mondo, più che trattati di teologia - personalmente - ho trovato sempre molto utile leggere l'«Ainulindalë» scritto dal (cattolicissimo) professor J.R.R. Tolkien. In esso viene presentata in forma di *mito* la creazione del mondo, così come la Caduta di Lucifero / Melkor, e la presenza del male nonostante l'onnipotenza di Dio.
Non a caso lo stesso Tolkien ebbe a dichiarare che la sua opera era anche «religiosa e morale». Di questo breve testo - che può essere letto come un mito esplicativo ma i cui parralelismi con il Cattolicesimo sono chiari - in particolare si legge: «Potenti sono gli Ainur, e potentissimo tra loro è Melkor, ma questo egli deve sapere, e con lui tutti gli Ainur, che io sono Ilùvatar, e le cose che avete cantato io le esibirò sì che voi vediate ciò che avet fatto. E tu, Melkor, t'avvedrai che nessun tema può essere eseguito, che non abbia la sua più remota fonte in me, e che nessuno può alterare la musica a mio dispetto. Poiché colui che vi si provi non farà che comprovare di essere un mio strumento nell'immaginare cose più meravigliose di quante eli abbia potuto immaginare».

È il tema dell'"eucatastrofe" caro all'Autore, per cui le tragedie, i drammi, non sono che una prova da superare e quando ogni cosa è persa sorge una nuova alba, una nuova speranza.

Sempre lo stesso Autore traspose in ambito rligioso questa sua convinzione - sostenendo che l'Eucatastrofe nella Storia è stata la Resurrezione di Cristo.

Un saluto a tutti,
Davide

PS - Per chi fosse interessato: l'Ainulindalë è incluso nel «Silmarillion».
3 月 21 日
LEVIESTER发表:
Scusami non volevo essere invadente, mi dispiace che sei stata male.
Io non riuscivo da sola a trovare pace, ero in continua lotta contro mio padre, mi rifiutava come figlia, e io per questo lo odiavo, solo quando ho conosciuto Gesu', che mi ha dato il suo amore, l'odio e' stato trasformato in AMORE.
Gesu' ha potuto trasformarmi, e io lo ringrazio con tutto il mio cuore.


Ma allora l'uomo non e' solo atomo, ma anche spirito, giusto?
3 月 21 日
Zel, allora non è inutile ;-)
3 月 21 日
Ester mi ha colpito molto il discorso numero 3 XD

Gloria a Dio ^^

3)tu lo fai perchè te lo dice "dio":
Io lo faccio perche'mi viene ''naturale'', per amore.
La ragione e' importante MA non basta, e grazie a Gesu' che opera in noi il suo volere, liberandoci dal male per la potenza del suo AMORE.
3 月 21 日
Zel发表:
+ non "al giorno" ma "al mese"...
3 月 21 日

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