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March 03 La distruzione dell'inconfutabile Cascioli
Non mancano in rete i sostenitori di questo signore, probabilmente a molti questo nome dirà ben poco ma è il caso di analizzare la vicenda. Trattasi di un altro presunto storico del Cristianesimo che ha anche un sito molto divertente dove si autodichiara inconfutabile. Adesso questo sarebbe già sufficiente per fermarci e concludere che si tratta semplicemente di un cialtrone: un vero storico non si dichiarerebbe mai inconfutabile, è una vera bestemmia. Cascioli è l'autore del libro "La favola di Cristo" dove si presenta la dimostrazione, anche questa inconfutabile, che Cristo non è mai esistito. Ma non bastava, no. Pensate che Cascioli ha denunciato la Chiesa cattolica per «abuso di credulità popolare» e «sostituzione di persona» perchè secondo lui la figura di Gesù fu costruita su un certo Giovanni di Gamala. Il casus belli arrivò da un suo amico parrocco che aveva osato scrivere in un bollettino parrocchiale che Gesù è veramente esistito. Ora quale vero storico porterebbe in tribunale un dibattito storiografico (se così lo vogliamo chiamare) e poi col tentativo di instaurare un reato d'opinione? Nessuno, chiaramente. Però ora arriva il momento più bello, vedere su quali ineccepibili fonti si basa l'inconfutabile dimostrazione storica. Riportiamo questo testo dal suo sito:
"Lasciando l’annosa discussione riguardo la sua esistenza al tempo di Gesù che da alcuni è negata perché nessun documento ne parla prima del IX secolo, mentre da altri viene riconosciuta sotto forma di un piccolo raggruppamento di capanne dai tetti di paglia, procediamo nella dimostrazione della seconda prova considerando Nazaret nella sua posizione geografica leggermente collinare distante circa trentacinque chilometri dal lago di Tiberiade. Analizzando i vangeli non si può non restare sorpresi dal fatto che le descrizioni che essi fanno della patria di Gesù non hanno nulla a che vedere con la realtà. Leggiamo insieme: <<Terminate queste parabole, Gesù partì di là e venuto nella sua patria insegnava nella Sinagoga. La gente del suo paese, riconosciutolo, si mise a parlare di lui. Gesù, udito ciò che dicevano, partì di là su una barca, ma visto che la gente restava sulla spiaggia guarì i malati e moltiplicò i pani e i pesci. Congedata la folla, salì sul monte e si mise a pregare. Dal monte vide che sotto, nel lago di Tiberiade, la barca degli apostoli era messa in pericolo dalle onde generate dal vento che si era improvvisamente levato>>. (Mt. 13,2).
Se la patria di Gesù è Nazaret, come viene affermato dalla Chiesa, e Nazaret è una città situata su una zona leggermente collinare e lontana dal lago di Tiberiade trentacinque chilometri, vorrei che almeno uno dei tre (don Enrico Righi, il card. Biffi e il Vescovo Carraro), ai quali mi sono rivolto perché mi dessero una prova, una soltanto, dell’esistenza storica di Gesù,mi spiegasse come possa esserci una riva, delle barche e un monte che si erge sul lago di Tiberiade. Una vera contraddizione che non può trovare nessuna giustificazione, anche la più assurda, dal momento che la troviamo ripetutamente confermata da tutti gli evangelisti come risulta dai passi sotto riportati:
<<Gesù si recò a Nazaret dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di Sabato nella sinagoga e si alzò a leggere... all’udire queste cose tutti furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero al ciglio del monte sul quale la città era situata per gettarlo giù dal precipizio, ma egli, passando in mezzo a loro se ne andò>>. (Lc. 4- 14 e segg.).
<<Quel giorno Gesù uscì di casa e, sedutosi in riva al mare(lago di Tiberiade), cominciò a raccogliersi intorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca>>. (Mt. 13- 1,2).
<<Sentendo ciò che diceva, una gran folla si recò da Gesù. Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero... salì poi sul monte,chiamò a sé quelli che volle andassero da lui... Entrò in casa e si radunò intorno a lui molta folla, al punto che non poteva neppure prendere cibo. Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori lo mandarono a chiamare. Dopo aver spiegato chiaramente chi fossero realmente i suoi parenti, uscito di casa, Gesù si mise a insegnare di nuovo lungo il mare >>...e come questi, tanti sono ancora i passi dei quattro evangelisti che, riferendosi alla città natale di Gesù, escludono nella maniera più evidente che Nazaret possa essere la sua patria almeno che non si voglia, e tutto è possibile alla fede, mettere barche in un paese che dista trentacinque chilometri dal lago di Tiberiade e trasformare un pagliaio in una montagna.
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