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    January 10

    Un Medioevo a colori

     
    Il Medioevo è poco conosciuto, per questo abbiamo inculcata nel cervello l'idea di una zona d'ombra della storia. In realtà questa idea è molto antica e risale agli Umanisti che volevano creare una frattura col passato e per questo conveniva loro offrire l'immagine del Medioevo come la buia età di mezzo che li separava dal mondo classico. Loro non si rendevano conto di essere in realtà figli del medioevo e che senza di esso loro nemmeno avrebbero saputo dell'esistenza del mondo antico. Di questa realtà loro un pò non potevano rendersi conto e un pò non volevano. Non potevano perchè la mente umana ha una naturale tendenza a guardare il passato, ma considerando soprattutto il passato più recente e applicando le caratteristiche di quest'ultimo anche a quello più antico. Per farla semplice gli Umanisti guardavano al '300 che fu un secolo particolarmente turbolento per via della peste (che fece il suo ritorno in Europa dopo secoli), delle carestie e delle numerose guerre. Loro erano terrorizzati dal loro passato recente e così credettero errroneamente che tutto il Medioevo fosse stato così. Da qui nasce il nostro complesso psicologico che ci porta ad usare il termine Medioevo in chiave negativa: nulla di più falso.
     
    Gli uomini dell'età di mezzo meritano grande rispetto perchè dovettero ripartire dal nulla, le due grandi ondate migratorie (i barbari invasori) avevano distrutto tutto. Le città erano deserte, la popolazione decimata e ridotta allo stremo, l'autorità pubblica latitante e impotente: la gente viveva il panico collettivo derivante dai predoni del mare (e della terra). Da questo loro seppero risollevarsi, riuscirono (anche tramite il Cristianesimo) a far integrare gli invasori di entrambe le ondate migratorie. Il Medioevo è l'età della grande espansione economica e commerciale, l'età delle scoperte e delle invenzioni, dei grandi viaggi (da Marco Polo a Cristoforo Colombo), delle grandi opere d'arte (Giotto, ad esempio) e delle cattedrali che ancora oggi sono il cuore dell'Europa. E' l'epoca dei grandi ideali, la gente si toglieva letteralmente il pane di bocca per costruire le cattedrali che noi oggi ammiriamo e che svetteno verso il cielo. Le persone erano disposte a morire per il loro credo, andavano in pellegrinaggio sapendo di rischiare la vita per via dei briganti: quanti nella nostra epoca sono disposti a dare la vita per un ideale? Religioso o non. Non è un mondo buio ma pieno di colore, negli edifici e nei quadri spazi vuoti e non decorati erano inconcepibili. Nel Medioevo nasce l'Università (istituzione unica al mondo) con la sua fame di conoscenza e di ricerca, aperta al sapere di pagani come Aristotele che non solo non era disprezzato ma considerato un genio. Nelle università si facevano dibattiti, la famosa "quaestio" dove si confrontavano idee diverse di filosofia naturale e altro. Il medioevo fu caratterizzato da un vivo interesse per la filosoia, le scienze e la teologia ma fu anche attraversato da un profondo rinnovamento religioso e spirituale. Basta pensare alla riforma del monachesimo e a personaggi come San Tommaso, san Franceso d'Assisi e santa Caterina da Siena solo per fare qualche nome tra le figure più mistiche e significative (anche dal punto di vista culturale). Era una civiltà universale per cui i dotti si spostavano facilmente dal nord al sud e viceversa, grazie al latino potevano insegnare in ogni università d'Europa e avevano un tale amore della cultura da ricercare affannosamente (come Petrarca ad esempio) gli antichi manoscritti che poi venivano instancabilmente ricopiati dai monaci. Il Medioevo è un'età viva, passionale, aperta anche all'incontro (non solo allo scontro) con le altre civiltà come quella islamica che fornì la via materiale per la conoscenza di Aristotele in Occidente, il quale sviluppò fino all'inverosimile quelle conoscenza tanto che gli stessi intellettuali islamici si stupirono della grande rinascita filosofica occidentale (praticamente senza pari). Molte delle cose migliori della nostra civiltà sono state inventate da quegli uomini fieramente cristiani, e quando non realizzate sono stati sempre loro che ne hanno posto le basi. Il medioevo fu caratterizzato dalla "reductio ad unum" che spingeva a riportare tutto a Dio, senza l'invocazione della divinità non si iniziava nessuna attività importante (come si vede nei documenti, ad esempio). Tutto quindi, dall'arte alla letteratura, era profondamente intriso di Cristianesimo e di spiritualità, gran parte del nostro patrimonio culturale è legato al Cristianesimo: Come immaginare la Divina Commedia senza di esso? E come pensare al Giudizio Universale della Cappella sistina?
     
    E il problema dell'intolleranza? L'idea della libertà di pensiero e di espressione era ancora lontana e non si può incolpare dei non moderni di non essere stati moderni. L'inquisizione esisteva ma non era un istituzione particolarmente importante, l'Inquisizione come noi la conosciamo (e in gran parte immaginiamo) nasce in età moderna, nel '500 dopo la Riforma luterana. Fino ad allora gli Ebrei furono piuttosto tollerati e le sporadiche esplosioni di violenza miravano più che altro all'"eredità giudaica", ma queste furono sempre condannate dalla Chiesa. Quando Paolo IV relegò gli Ebrei nel ghetto ruppe la secolare tradizione di tolleranza e di "collaborazione" del papato con i Giudei, ma il Cristianesimo e la Chiesa fecero volentieri a meno dell'Inquisizione per secoli e secoli.
     
    E il problema della violenza? Non è mai stata trovata un'epoca o una civiltà non violenta e nel Medioevo non si faceva niente di meno e niente di più di quello che si faceva in passato e di quello che si fece in futuro. Se una civiltà si giudica solo dagli episodi di violenza la nostra (vedi il secolo scorso e i nostri stessi giorni) non sarebbe poi così avanzata come noi crediamo (visto che non di rado ci permettiamo di disprezzare il Medioevo con superiorità e sufficienza). Tuttavia apprezzabili innovazioni del Medioevo cristiano non mancano anche in questo campo; basta pensare al cambiamento a dir poco epocale riguardo i "giochi" violenti che tanto divertivano gli antichi al vedere scorrere sangue umano. Ma l'esempio migliore è forse quello del supplizio degli schiavi e dei malfattori: la crocifissione. Il crudele supplizio venne bandito dalla cristianità e non si videro mai più interi "eserciti" di crocifissi lungo la Via Appia.


    Leggi anche: Quel buco nero fra Antichità e Rinascimento

    Comments (5)

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    Davide Gorgawrote:
    ... Ciao!

    D.
    Feb. 27
    Ettorewrote:

    Grazie a te, tu si che mi capisci :-)
    Riguardo la laicità pensa che perfino Russel ammetteva l'importanza del medioevo in questo senso.
    Ciao a presto.
    Feb. 27
    Davide Gorgawrote:

    Anch'io amo il Medio Evo - e concordo, troppo a lungo si è pensato ad esso come ad un'età oscura (salvo qualche eccezione, come R. Pérnoud). Sicuramente vi furono contrasti, lacerazioni, guerre, esattamente come in qualsiasi altra età - eppure il senso del mistico nella quotidianità d'ogni giorno rimane uno degli aspetti più affascinanti di quest'epoca.

    Senza contare iniziative prettamente "laiche" come le Ordinanze di Carlo V "il Saggio" e Carlo VII di Francia ("Ordinanza d'Orléans"), che punivano i crimini di guerra e tentavano di dare protezione ai civili anche nell'atrocità del conflitto bellico.

    Oggi definiamo i morti civili "danni collaterali"... è triste.

    Grazie per questo intervento.
    Un saluto in amicizia,

    Davide
    Feb. 26
    Ettorewrote:
     
    Finalmente qualcuno che apprezza il bello e nn si lascia irretire dall'antistorica ideologia corrente...
    Jan. 10
    Amo il Medioevo con il suo contrasto fra luci ed ombre, per non parlare dell'arte medievale.....
    Jan. 10

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