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2月2日 Le vere colpe del Cristianesimo
Quando si vuole attaccare il Cristianesimo, o semplicemente mettere in difficoltà un cristiano, anche l’uomo comune è dotato di un inventario pressoché infinito di accuse. Non c’è certo bisogno di leggere libri specifici sulla storia criminale del Cristianesimo per buttare in mezzo roghi, crociate, inquisizioni (anche se non si sa precisamente dove, come e quando e in che misura) e via dicendo. Tutte argomentazioni che spesso risultano solo parzialmente convincenti, anche a causa di quelle anime belle che ogni tanto se ne escono ricordando che però sono cose passate. E così, fra colpe vere e colpe immaginarie (attribuibili più che altro alla sindrome del capro espiatorio), si omettono quelle che sono le colpe più profonde del Cristianesimo: quelle meno evidenti ma più pericolose; quelle radicate nelle coscienze delle persone e che perdurano ancora. Colpe che ancora si omettono per quieto vivere, ma che un intellettuale profondo come Nietzsche aveva colto e denunciato (cfr. Frammenti postumi 1888-1889, pp. 257-258). Seguiamo Socci in uno dei più interessanti passi di Indagine su Gesù:
La rivoluzione cristiana, che è per Nietzsche la più grande sciagura, sta nel fatto che – dopo Gesù – nessun essere umano può essere più ritenuto “sacrificabile”. Ma proprio sui sacrifici umani – nelle loro molteplici forme, politiche, rituali, sociali e militari – sono stati edificati da sempre tutti i regni e gli imperi, quindi Gesù – inchiodato sul patibolo – è un colpo mortale alla storia precedente (come rileva Nietzsche), uno spazzar via tutta la storia pagana, fondata sul dominio del più forte. Per questo chi come Nietzsche a quella storia pagana vorrebbe tornare giudica Gesù come la peggiore sciagura del mondo: “L’individuo fu tenuto dal Cristianesimo così importante, posto in modo così assoluto, che non lo si potè più sacrificare ma la specie sussiste solo grazie a sacrifici umani […] E questo pseudo umanesimo che si chiama cristianesimo, vuol giungere appunto a che nessuno venga sacrificato…”. Tutti noi oggi consideriamo “naturale” che ogni essere umano abbia diritti inviolabili, che non possa essere proprietà di nessuno e da nessuno sacrificabile, ma non è affatto così. È sempre stato naturale l’esatto contrario. Peter Singer, il famoso bioetici sta che vuol disfarsi dell’eredità ebraico-cristiana – c’informa che “i nostri atteggiamenti attuali datano dal sorgere del Cristianesimo”. […] Infatti “se ritorniamo alle origini della civiltà occidentale, ai tempi dei Greci e dei Romani” spiega Singer “troviamo che l’appartenenza alla specie homo sapiens non era sufficiente a garantire la protezione della propria vita. Non c’era rispetto per le vite degli schiavi o degli altri “barbari”; e anche tra gli stessi Greci e Romani, i neonati non avevano un automatico diritto alla vita. I neonati deformi venivano uccisi esponendoli alle intemperie sulla cima di una collina. Platone e Aristotele pensavano che lo Stato dovesse imporre l’uccisione dei neonati deformi. I tanto celebrati codici legislativi attribuiti a Licurgo e Solone contenvano disposizioni analoghe.” (pag 57 – 59)
Infatti nella stessa intervista, che abbiamo proposto nel precedente intervento, leggiamo: Lei ha scritto molte pagine su come l’infanticidio era praticato a Roma, a Sparta, in Giappone. E che per questo dobbiamo giudicare relativa la nostra condanna dell’uccisione dei nuovi nati. Ho detto che dobbiamo guardare criticamente alla tradizione cristiana della santità della vita umana, non è universale. Le passate civiltà ci hanno offerto un altro modello sulla vita e sulla morte. […] Lei ha parlato di “desantificare” la vita umana. In che senso? I cristiani hanno stabilito che basta essere un membro della specie homo sapiens per avere rispetto assoluto. Io penso che non sia difendibile come teoria. Dobbiamo ripensare quando accordare protezione alla vita umana. http://alezeia.wordpress.com/2008/07/25/eugenetica-2000-peter-singer/ Queste sono le vere colpe del Cristianesimo, per questo bisogna eliminarlo. Non è forse a causa di questa forma mentis che molti ritengono ancora incivile far morire di fame e di sete una persona perché ritenuta indegna di vivere? Non è forse questa mentalità che impedisce (o almeno ci prova) l’eugenetica che pure migliorerebbe la specie umana? Che ritiene orribile pensare di eliminare la sofferenza eliminando i sofferenti? Ma tutto questo molti anticlericali non lo sanno, anche se forse è questa la causa (non detta) dell’odio anticristiano tipico della cultura alla quale appartengono. Eppure sarebbero delle argomentazioni formidabili, che porterebbero alla condanna senza appello del Cristianesimo, in certi processi imbastiti in perfetto stile sovietico. 评论 (27)
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