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October 14 La Sindone e la datazione medievale
Quello della Sindone è un caso ancora irrisolto. Come praticamente tutti ammettono, quella della Sindone è “un’immagine impossibile”. Cioè nonostante gli anni di studi e di test scientifici ancora nessuno è riuscito ad elaborare a riguardo una teoria che stesse in piedi. Per questo quel semplice telo di lino è ancora una sfida per la Scienza. Infatti esso sarebbe stato prodotto nel Medioevo, peccato solo che quell’immagine risulti ancora irriproducibile nel Terzo Millennio. L’ipotesi del falso deve quindi scontrarsi già alla base con l’inverosimiglianza di una superiorità tecnologica medievale rispetto all’uomo contemporaneo. Tutti i test condotti sulla Sindone sono concordi con una datazione molto più antica, compatibile con l’età di Cristo. Solo uno di questi innumerevoli test ha dato esito negativo: la datazione al radiocarbonio effettuata nel 1988. Già allora quel test fu contestato nel metodo e nel merito, da qui la fretta di molti di chiudere al più presto il caso Sindone bollando come nemico della scienza chiunque osasse anche solo avere dubbi su quella datazione. E questo nonostante le vaste zone d’ombra. Ormai a coloro che contestarono già dall’inizio la validità del C14, cominciano ad unirsi anche alcuni di quelli che a quei test parteciparono in prima persona. Questo è il caso del chimico americano Raymon Rogers del laboratorio nazionale di Los Alamos che prese parte al progetto di datazione. Convinto della validità del test dichiarò che avrebbe sconfessato in cinque minuti quelli che sostenevano l’inattendibilità della datazione al carbonio-14. Questo fino a quando non fu costretto a ricredersi in un articolo pubblicato sulla rivista Termochimica Acta (2005). In esso Rogers sosteneva la validità della datazione al radiocarbonio, solo che il test era stato eseguito su un campione non originale. In seguito alle varie peripezie subite dal telo, e ai vari incendi, esso venne riparato con un rammendo invisibile a occhio nudo, ma individuato da fotografie ad alta risoluzione. Così ha dichiarato Rogers: “Per quanto possa sembrare improbabile, i campioni usati per testare l’età della Sindone nel 1988, provenivano da aree rammendate in tempi successivi. L’errore è facilmente giustificabile, poiché si tratta di rammendi realizzati con grande cura. La trama ha esattamente lo stesso motivo della maggior parte del tessuto, ed è stato tinto affinché il colore corrispondesse perfettamente all’originale”. Il chimico ha quindi scoperto che i campioni usati nell’analisi al radiocarbonio hanno proprietà chimiche del tutto differenti da quelle del resto del telo. Infatti la Sindone è composta di puro lino, e in quei campioni Rogers ha trovato fibre di cotone con tracce di tintura per mimetizzare il rammendo. Pertanto il test è invalidato perché eseguito su campioni contaminati da elementi esterni alla reliquia e più recenti. Sempre nel suo articolo, Rogers propone anche una datazione alternativa, basata sull’equazione di Arrherius per stimare la presenza della vanilina. Scrive ancora Rogers in un‘unitervista rilasciata all’Associated Press: “Il fatto che la vanilina non sia stata trovata nelle fibre del sudario indica che il lenzuolo è abbastanza antico. Uno studio della cinetica della perdita di vaninlina suggerisce che esso dovrebbe avere dai 1.300 ai 3.000 anni”. In conclusione, secondo Rogers, la Sindone è un reperto estremamente antico e non un falso di origine medievale. Infatti pare che la vanilina nei campioni usati per il test del 1988 non si sia consumata, proprio perché (loro sì) di origine medievale. Per queste sue posizioni Rogers è stato aspramente criticato perché lo spirito scientifico, quello della Scienza galileiana, viene spesso e volentieri dimenticato e capita così che un test (che ha notoriamente molte variabili e non certo infallibile) diventi una sorta di dogma incontestabile. Le critiche comunque sembrano essere state già efficacemente confutate, anche se purtroppo Rogers è morto nel 2005 e non ha avuto la possibilità di calcolare un risultato più preciso. Dalle nostre ricerche comunque sono emerse solo le critiche alla datazione proposta da Rogers, non ancora alla scoperta dei campiono contaminati. Ma continueremo la ricerca. Se volete approfondire, potete trovare molto materiale nell’Archivio documenti e in ulteriori interventi. Per concludere, facciamo nostra la speranza espressa da Franco Battaglia di procedere a una “datazione al C-14 eseguita su campioni scelti con maggiore meticolosità” e “su campioni prelevati da 4-5 punti diversi del telo”.
Qui trovate l'articolo di Rogers: http://www.shroud.it/ROGERS-3.PDF Per avere un esauriente riassunto in italiano invece cliccate qui: http://www.shroud.it/ROGERS-4.PDF
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