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February 27 Flores d'Arcais e l'ateismo scientifico
Flores d’Arcais, direttore di Micromega, impartisce lezioni di positivismo alla trasmissione di Gad Lerner sulla Sette, “L’Infedele”. Il nostro personaggio si dibatte in una terribile contraddizione. Mi spiego, fra Ottocento e Novecento imperversava il positivismo che era un’ideologia profondamente antireligiosa senza temere di superare i limiti del ridicolo. Infatti gli scienziati positivisti, dopo essersi divertiti nelle loro autopsie, concludevano con certezza che l’anima non esisteva: infatti non era saltata fuori dall’autopsia. Chiaramente un’affermazione del genere oggi farebbe ridere anche la persona più digiuna di metodologia scientifica perché il positivismo è ormai morto e sepolto. L’unico modo per poter affermare con certezza scientifica che non esiste anima immortale è quello di dimostrare la non esistenza di Dio, peccato solo che la Scienza (quella vera) non può prendere, per la sua stessa natura, posizione su un tale argomento perché esula dalle sue competenze. Eppure la “scienza” del Nostro esclude a priori anche solo la possibilità dell’esistenza di Dio o di un creatore, per questo non ha remore di definire “in piena superstizione” chiunque sostenga il contrario rifiutando di piegarsi alla sua pseudoscienza. Quindi sembra che gli ultimi cento anni non siano mai passati per il nostro direttore il quale afferma con decisione che dopo il darwinismo non si può più parlare di anima immortale, perché noi siamo solo “scimmie modificate”. Ora ci sarebbe molto da dire sulla stessa teoria dell’evoluzione e sulla sua interpretazione ma la cosa che ci interessa ora è che uno dei personaggi di spicco del più feroce anticlericalismo ritiene di poter dimostrare scientificamente la non esistenza di Dio e dell’anima. È chiaro che in queste questioni tutte le possibili posizioni sono rispettabili e quindi anche l’ateismo ma quando si pretende che la Scienza sostenga le proprie posizioni teologiche si scade nel ridicolo. L’ateismo va bene, ma l’ateismo scientifico è roba adatta solo a cialtroni di prima categoria. Poi d’Arcais, dopo avere “dimostrato” che il darwinismo confuta l’esistenza dell’anima, prosegue dicendo che il solo pensiero dell’anima è in realtà un “pensiero premoderno”. Altra curiosa caratteristica degli atei “scientifici” e degli anticlericali un po’ in genere è quella di arrogarsi il diritto di stabilire arbitrariamente cos’è moderno e cosa non lo è. È poi del tutto casuale che tutto quello che piace a loro è moderno, tutto il resto è premoderno per cui tutti coloro che non condividono (ma è sempre un caso) le loro posizioni teologiche sono premoderni. La risibile contraddizione sta proprio nel ritenersi moderno quando invece si fa riferimento ad una vecchia ideologia come quella positivista che ormai non trova quasi più sostenitori. Anche Margherita Hack sostiene che il suo ateismo è un atto di fede e basta, non un atto “scientifico”. Questi anticlericali (o per meglio dire anticristiani) estremisti sostengono di essere i campioni della libertà contro le ingerenze e l’oscurantismo della Chiesa ma non hanno più nemmeno idea di cosa sia il pluralismo. Sono i difensori della laicità dello Stato, ma uno stato nelle loro mani sarebbe il peggiore degli stati etici. Pertanto riteniamo Flores d’Arcais eleggibile per il Partito Democratico e ci sembra un’ingiustizia che questo nuovo soggetto politico, dopo aver accolto Pannella e Odifreddi, non accetti tra le sua fila anche il direttore di Micromega che risponde pienamente alle caratteristiche di mediocrità e di petulante ignoranza che sembrano ormai essere il requisito fondamentale per la candidatura nel nuovo partito. February 26 L'anticlericalismo della Annunziata fa ridere
Al programma della Annunziata “Mezz’ora” in onda su rai tre si assiste ad uno spettacolo a dir poco grottesco. Stiamo parlando dell’intervista a Giuliano Ferrara di qualche giorno fa dove si è consumata una simpatica dimostrazione di irriducibile faziosità ideologica. La razionalità calma di Ferrara si scontra contro un muro invalicabile di ideologia, Ferrara parla e la Annunziata risponde come se lui avesse detto l’esatto contrario. Lei sostiene di essere addirittura disposta a rivedere tutta la vecchia cultura sull’aborto ma non si capisce alla fine cosa effettivamente voglia rivedere. Vuole rivedere ma non vuol sentire parlare di tutela del feto, perché nel momento in cui se ne parla vuol dire che le donne allora sono automaticamente meno tutelate, che sono meno importanti del feto. Ferrara tenta inutilmente di farle capire che forse si può provare a tutelare i diritti di entrambi, che non si tratta di criminalizzare l’aborto ma semplicemente di presentarlo per quello che è (la soppressione di una vita) e soprattutto di applicare pienamente la legge vigente fornendo una adeguata assistenza alle donne in difficoltà. Nulla da fare, aiutare le donne vuol dire criminalizzarle…bisognerà rassegnarsi. Poi Ferrara precisa anche che comunque le donne non possono essere criminalizzate anche perché nella questione dell’aborto la paternità irresponsabile (e codarda) dei maschi riveste un ruolo fondamentale. Questo fa risvegliare come una belva la femminista che è nella nostra giornalista e non può che dare ragione a Ferrara, chiaramente però l’ideologia permane e deve essere salvata ad ogni costo. Così incredibilmente la Annunziata (non trovando di meglio) rinfaccia un attimo dopo al suo ospite di non tenere in considerazione il ruolo dei “maschi mascalzoni”. Ferrara divertitamene allibito ricorda di averlo fatto un attimo prima, lei ribatte che sì che però non lo aveva mai detto prima. Inutile dire che è una affermazione falsa, basta andarsi a leggere gli articoli del Foglio per rendersene conto. Come se non bastasse tutta la puntata è attraversata dall’atroce sospetto della conversione: “Cos’è lei un convertito? Un fedele?” esordisce la conduttrice con una chiara punta di disprezzo. Ogni ideologia ha i suoi pregiudizi, quella anticlericale vuole che solo i credenti possano essere così stupendamente “fondamentalisti” da difendere la vita. Peccato però che la difesa della vita sia un qualcosa di puramente razionale e che non necessariamente deve chiamare in causa la fede. Infatti il buon Ferrara è un ateo (devoto) e non è certo il solo fra i non credenti. Questo chiarimento avrebbe consigliato qualsivoglia persona saggia a desistere da questa linea di attacco ma non la nostra Annunziata che sceglie invece di rendersi ancora più ridicola. Dopo aver chiesto, con quella tipica aria da superiorità morale, chi è il suo mandante politico all’interno della Chiesa e (avendo ricevuto da Ferrara solo un’alzata di spalle) rincara, stizzita, la dose: “Ma insomma, lei il Papa quante volte lo vede alla settimana?”. Incredibilmente il suo anticlericalismo viscerale le impedisce di credere che dietro la moratoria per l’aborto non ci sia la Chiesa e quindi il Papa il quale, nel suo immaginario e fantasioso mondo anticlericale, detta gli ordini a Ferrara che fedelmente obbedisce. Il bello è che la conduttrice crede di avere messo il suo ospite con le spalle al muro, Ferrara però risponde ridendo che lui il Papa lo ammira molto ma che lo vede solo all’Angelus e in tv come tutti gli altri. Segue un momento di grottesco imbarazzo, per fortuna la trasmissione dura solo mezz’ora perché lo scontro è troppo impari per non risultare ridicolo, ma è durato abbastanza per divertirci (almeno un po’).
February 19 Pannella: Senza fecondazione artificiale la procreazione è come quella animale
Da un po’ di tempo Odifreddi è molto fiacco e incostante, non vorrei che qualcuno gli avesse fatto notare qualcuna delle sue sciocchezze facendolo optare per un più dignitoso silenzio. Se continua così dovremo sceglierci un altro maestro di anticlericalismo, per questo stavamo preoccupandoci parecchio. Poi ci siamo accorti di una palese ingiustizia che ha attraversato questo blog: nemmeno un intervento su Marco Pannella. In effetti Pannella è uno che merita la nostra attenzione perché può essere divertente seguirlo nelle sue uscite ma anche perché è una persona simpatica capace di farsi una vera risata e non un ghigno malefico e saccente come il suddetto. Peccato solo per la senilità del Nostro che a volte lo fa esplodere di rabbia per cose minime oppure gli fa rispondere alle domande parlando (o spesso vaneggiando) di un’altra cosa. L’ispirazione è venuta da una intervista radiofonica dove alla domanda “Cosa ne pensa del ritorno dell’aborto come questione centrale…” risponde che l’aborto non è centrale, che lo è stato solo fino a quando lui ha combattuto per l’approvazione della legge 194. Quindi si deduce che una questione è centrale solo quando sono loro che la affrontano, poi se a loro non interessa più deve per forza di cose cadere nel dimenticatoio. Eppure una questione come quella dell’aborto (con il miliardo di abortiti ormai raggiunto) dovrebbe essere sempre almeno un po’ centrale comunque la si pensi, invece no! Si può parlare di una cosa facendola diventare centrale solo se ai lor signori non dispiace. Poi Pannella continua dicendo: “…loro vorrebbero tornare indietro, senza aborto, senza fecondazione assistita…per loro la gente deve procreare ta ta ta ta come animali, ta ta ta ta…”. Già l’uso ossessivo dei “ta ta” mette in evidenza la natura farneticante dell’affermazione ma a noi interessa molto quel “come animali”. In effetti questo è un pensiero strisciante che piano piano si sta affermando e che rischia di diventare, presto o tardi, dominante nell’opinione pubblica. Mi spiego, avete presente il pregiudizio che poteva colpire nei lontani anni Cinquanta/Sessanta una ragazza madre con tanto di emarginazione e di crudeli pettegolezzi? Noi rischiamo di trovarci a vivere in una società profondamente bigotta anche se secolarizzata. Cioè se voi fate dei figli naturalmente e senza servirvi di un laboratorio potreste trovarvi invischiati in pregiudizi nuovi ma non diversi, se non peggiori, di quelli del passato. Può sembrare un’esagerazione ma c’è già chi la pensa così. La fecondazione artificiale è partita come optional e potrebbe diventare obbligo, obbligo nei confronti della società e dell’umanità a selezionare gli individui dalla provetta per fare nascere solo i “migliori”. Ormai non è più doveroso solo combattere le malattie, secondo molti per poter adempiere a questo scopo bisogna prima combattere i malati ovvero impedendone la nascita. Ora non voglio dire che tutti quelli che si avvalgono della fecondazione artificiale abbiano intenzioni eugenetiche ma queste pratiche rischiano di imporsi nella pratica e nella mentalità comune proprio in questo modo. Per questo la procreazione naturale potrebbe essere considerata animale e irresponsabile (perchè potrebbe mettere al mondo figli che la società ritiene “non perfetti”) e la procreazione artificiale invece umana e responsabile perché tendente al figlio “perfetto” anche se in base ad una selezione. Uno scenario inquietante ma non incredibile del quale già se ne avvertono i segni premonitori in diverse dichiarazioni e interventi legislativi. February 15 Cronaca di un tifoso fai da te IV
Il quarto capitolo della saga è destinato a riportare alla memoria delle future generazioni (in un mondo dove tutto scorre via velocemente) un evento indimenticabile e storico, infatti è accaduto qualcosa che non accadeva da un’era...un evento sportivo di carattere nazionale chiama in causa la nostra città e la città risponde. Ben duemila tifosi seguono la squadra a Bologna per disputare le Final Eight dove solo i più forti reggono la pressione e dove la determinazione è tutto. Noi assistiamo ai quarti di finale e alle semifinali che ci vedono uscire vincitori per proiettarci meritatamente in finale. Non ci sono giorni di pausa, giochiamo tre partite in tre giorni e anche noi sentiamo sulla nostra pelle la stanchezza e la tensione dei nostri giocatori…in finale l’ultimo ostacolo è la Virtus che gioca in casa e ha a disposizione un numero superiore di giocatori ma anche la più forte delle squadre ha un punto debole, la sua è la difesa (come pronostica il tifoso S.). Infatti nel primo quarto li sommergiamo di triple ma presto si riprendono e ci mettono in difficoltà. Noi siamo sempre in testa ma loro rispondono colpo su colpo, potrebbe succedere qualsiasi cosa. Nei minuti finali si ha l’impressione che anche il minimo errore possa provocare un’irreparabile disfatta, anche una palla persa può invertire inesorabilmente il corso degli eventi. Noi ci siamo quasi tutti come al solito, e come al solito stiamo vicini e siamo disposti a vincere o a morire. La tensione si taglia col coltello, il tifoso AL. non riesce a stare fermo un attimo, non riesce a stare seduto, non riesce a stare in piedi…non si capisce nulla tranne che solo un lieto finale potrebbe riportare la pace nel suo cuore. I tifosi GF., S. e A. invece stanno seduti come me e aspettano il supremo verdetto del momento della verità segnato da quella tanto amata e odiata sirena. Ad un certo punto si sente l’implosione della squadra avversaria che si consegna nelle braccia della disperazione la quale è notoriamente una cattiva consigliera, così perdono la testa e cominciano a fare falli a più non posso per decidere la partita ai liberi. Noi però li mettiamo e loro pagano il prezzo di mettere a sedere quasi tutto il quintetto titolare ma mancano ancora troppi secondi per cantare vittoria. Il ritmo è forsennato e loro provano un ultimo assalto…le azioni sono convulse…la sfera schizza velocemente rubiamo palla andiamo in contropiede la sirena suona!!! E abbiamo vinto!!! Ci guardiamo increduli tra di noi poi vediamo che è tutto vero, è successo!! Si alza un urlo che ha solo lontanamente qualcosa di umano, abbiamo vinto la Coppa Italia, noi!! Ci apprestiamo all’invasione di campo, la festa è già cominciata, i cancelli si aprono…poi ad un tratto veniamo catapultati in un’altra realtà e ci ritroviamo nella cucina del tifoso S. praticamente abbracciati alla TV…capiamo di essere sempre stati lì anche se era sembrato così reale…ma non importa perché abbiamo vinto. Il tifoso Al. piange veramente come un bambino con dei teneri lacrimoni che scendono a cascata, ma un po’ tutti piangono e ridono insieme. È tutto un abbraccio ma il tifoso A. non rinuncia ai suoi salti che sono protesi verso il cielo come non mai…usciamo a strombazzare con la macchina e quelli che festeggiano sono pochi ma forti (anche perché buona parte dei tifosi è a Bologna). E così anche noi abbiamo fatto, nel nostro piccolo, la Storia che premia gli audaci e che per sempre narrerà di quel gruppo di uomini che decise di vincere contro tutto e tutti… Allego alcuni link dei magnifici video dell'evento:
http://it.youtube.com/watch?v=AoHiO97YRpE
http://it.youtube.com/watch?v=Apmm4dgYScY
February 08 Cronaca di un tifoso fai da te IIILa partita di questo nostro terzo capitolo ha visto i nostri affrontare il Cantù. fra le due squadre nn c'è un vero e proprio gemellaggio ma un rapporto cmq molto amichevole, infatti l'atmosfera è distesa. tanto distesa che il tifoso G.F.(che questa sera ha il fuoco nelle vene) nn esita ad avvicinarsi, davanti al botteghino, ai tifosi ospiti con l'intento di dimostrare la buona relazione che intercorre fra le due tifoserie. la richiesta è uno sportivo scambio di sciarpette che nn si nega mai a nessuno in rapporti così amichevoli e per questo sembra un gesto molto naturale. ovviamente i tifosi ospiti ascoltano la richiesta ma l'entusiasmo spensierato del tifoso G.F. si scontra contro un muro di indifferenza. gli ospiti canturini sembrano infatti piuttosto perplessi e alle ripetute insistenze obiettano con un originale:"Siamo poveri". cmq il match inizia a ritmi forsennati con una serie di triple da parte nostra che sembra di essere già all'ultimo quarto. fra i nostri si distingue anche il ritrovato (si dice in seguito alle reiterate accuse di indegnità da parte del tifoso AF.) Ortiz che delizia il pubblico con i suoi allunghi elastici. per ironia della storia anche io mi ritrovo a gridare con gli altri: "EVVIVA STALIN!!". No, la cortina di ferro nn è risorta e tantomeno nella nostra città. per svelare l'arcano basta controllare il nome completo del giocatore che è Stalin Ortiz. cmq con tutti quei Stalin per aria sembra di essere alla Quarta Internazionale e come in ogni Internazionale che si rispetti si sogna la conquista del mondo. intanto anche i canturini mettono delle triple ma alla prima realizzazione di queste si verifica uno strano fenomeno: il tifoso G.F. esulta inspiegabilmente. quelli che lo vedono lo guardano come un eretico e arrivano occhiatacce da tutte le parti. qui per svelare l'arcano è necessario controllare il contratto prematrimoniale del suddetto tifoso il quale pare preveda una clausola che impone al futuro contraente di esultare alla prima tripla (e solo quella) del Cantù per il rispetto delle origini etniche della consorte. dopo l'adempimento di questa barbara pratica la partita continua con ritmo regolare che ci vede sempre in testa. quando appare ormai chiaro che la vittoria è a un passo (anche se con un gioco nn proprio brillante) il tifoso A. si appresta ai suoi salti mortali ma questa volta deve rinunciarvi perchè c'è ancora meno spazio del solito e soprattutto perchè dietro di lui ci sn io che nn gradirei in maniera particolare una testata nel mento. la partita è vinta ma le esultanze sn moderate perchè la testa è già altrove, allo storico traguardo delle final eight della settimana successiva. mentre il pubblico defluisce lentamente noi restiamo al nostro posto e il tifoso S. contempla lo spettacolo dei festanti in campo (con tanto di colonna sonora) sempre con quel suo alone mistico che nessuno oserebbe interrompere. alla fine anche noi ce ne andiamo e il tifoso S. diventa il guidatore S. che ci porta dove possiamo rompere il giogo della fame... February 07 Intervista a Piergiorgio Odifreddi (?)
“Buona sera, signor Odifreddi. Scusi se la abbiamo disturbata ma la sua intervista a Cristo ci ha molto incuriosito e abbiamo pensato di imitarla."
Nessun disturbo. Stavo solo cercano di colmare la voragine della mia ignoranza con qualche corso di storia per corrispondenza credendo a qualsiasi porcheria trovata in Internet.
"Lei sostiene che l'immagine di Cristo fornita dai Vangeli è anacronistica, tuttavia anche lei è una figura anacronistica. Usa metodi storiografici del passato e ha dei toni da sostenitore dell'ateismo sovietico anni Settanta"
Certo che lo sono. la mia figura è tutta costruita per soddisfare i bisogni dell'anticlericale medio-alto che crederebbe a qualsiasi cosa, basta fargli credere che facendolo farà un dispetto alla Chiesa. Non a caso sono un specie di leader per loro, nei miei siti mi trattano quasi come uno stregone.
"Capisco, parliamo delle sue numerose apparizioni televisive. Io non riesco mai a capire come uno con la sua ignoranza ottusa riesca a spopolare da rai uno a mtv senza trovare mai sul suo cammino qualcuno di autorevole che abbia la capacità e la volontà di confutare le sue ciarlatanerie"
Eheh, deve sapere mio caro che è tutto truccato. Sono un ignorante mica uno stupido, so bene che la mia figura non sopravvirebbe mai ad uno scontro con uno storico e per questo è sempre tutto ben costruito in modo che non mi trovi mai alle prese con un personaggio autorevole.
"In effetti fra i più autorevoli messi a confronto con lei figurano don Vitaliano e Giorgino, personaggi di non certo elevatissimo spessore"
Esatto, così io posso fare i miei comodi indottrinando la gente che così mi crede un grande intellettuale e alla fine qualcuno ci crede davvero alle boiate che dico.
"Però qualcuno nel suo lungo pellegrinaggio televisivo dovrà pur avere provato a salvare gli Italiani..."
Certo che ci provano. Ma in quel caso interviene subito il conduttore che è istruito allo scopo di difendermi facendo apparire gli altri come degli aggressori ignoranti anche se io ho sparlato per mezz'ora sparandole grosse.
"Tutto questo però è possibile anche perchè la scienza storica è emarginata in tv e relegata alla seconde e terza serata. Quando si profila l'occcasione di parlare di storia in modo decente ecco che spunta subito lei"
Certo, il gioco è questo. Altrimenti sarebbe impossibile il proliferare di cialtroni come me che si beano di questi contesti di incultura. Se qualcuno cerca di fare una trasmissione troppo seria subito glielo impediscono per questo, e poi chiamano noi...
"Sta dicendo di essere un emerito coglione? Cioè che la chiamano solo perchè è tale?"
Tu lo dici...quello che ho detto ho detto.
"Ma se la presentano come intellettuale perchè in tv si presta proprio a tutto?"
Perchè è un mio vecchio pallino. A me non me ne frega molto della matematica, io vorrei fare tv e per andarci ho bisogno di spararla sempre la più grossa possibile. Io vorrei fare la valletta...
"Come nel programma di Crozza sulla sette?"
Sì, ma Crozza mi ha imposto dei limiti. Dice che persino io ho una dignità da difendere e per questo mi usa solo come spalla comica...ma io vorrei cadere più in basso.
"Ma anche da comico non è male, non solo da Crozza"
Sì, per chi ha la fortuna di rendersi conto delle mie boiate è tutto un ridere per quanto sia un riso amaro. Pensi che Santoro mi presentò come uno dei più grandi intellettuali del paese...
"Lei ha dichiarato che all'Inferno ci vanno solo quelli che cercano di andare in Paradiso, lo crede davvero?"
Certo.
"Ma forse in un mondo fatto di fango dove i tipi come lei sguazzano siamo già tutti un pò all'inferno..."
Senza dubbio, è quello che vogliamo noi. I cattolici hanno tanta paura dell'Inferno? e allora noi gliene costruiamo uno terrestre tutto per loro. noi anticlericali siamo maghi in questo e il bello è che lo costruiamo facendo credere agli sciocchi che in realtà in cantiere ci sia il Paradiso terrestre.
"In effetti lei presenta la Chiesa storica come un'istituzione protonazista dal volto sempre arcigno. Solo eliminandola si starebbe meglio seguendo la scia dei grandi maestri dell'anticlericalismo: Hitler, Mao e Stalin."
Esatto! è proprio quella la strada, quella è la modernità, è l'umanità libera dalla superstizione religiosa, finalmente matura e progredita; è per il miglioramento dell'umanità, è il nostro paradiso. Certo i maestri da lei citati sono ormai irragiungibili e appartengono al loro tempo. Noi anticlericali estremisti moderni siamo molto più raffinati, non ci mettiamo ad ammazzare la gente, siamo più subdoli. Miniamo questa odiosa civiltà dalle fondamenta.
"Ecco perchè tanto accanimento contro il Cristianesimo..."
Esatto. Cerchiamo di raderlo al suolo per poter creare il nostro piccolo micro-cosmo dove la morale è un'invenzione religiosa e il relativismo è l'unica religione consentita, pena: la derisione e l'emarginazione. Con la dittatura del relativismo ci libereremo di questa Chiesa che predicando i diritti umani è l’ultimo baluardo di questo mondo libero. Una volta annichilita finalmente anche i diritti umani saranno relativi, cioè alla nostra mercè. Allora sarà il paradiso...
"Che per la quasi totalità degli altri sarà un inferno..."
Sì, ancora non ci siamo del tutto ma in molti paesi europei e del mondo già si respira questa atmosfera. Guardi paesi come l'Olanda o la Gran Bretagna dove le nosrte idee cominciano a dettare legge.
"Quindi miliardi di aborti, eutanasia infantile, eugenetica, ricerca ed esperimenti su esseri umani, clonazioni, la messa al bando dei termini "mamma" e "papà" ecc...sono tutte cose che appartengono al patrimonio del vostro nuovo paradiso terrestre?"
Esatto, e come le altre volte nella storia quando la gente se ne accorgerà sarà troppo tardi. Per questo bisogna mettere a tacere personaggi scomodi come il Papa o anche laici che hanno capito il gioco.
"Chiudiamo con un caso di attualità: il Papa alla Sapienza. Lei si è dichiarato contrario e come i suoi simili ha gioito all'annullamento della visita. Alcuni hanno parlato di papa imbavagliato ma lei da Vespa ha decisamente smentito..."
Infatti, lo rivendico. Non c'è nessun problema di libertà e tolleranza.
"Ma se fosse stato lei l'invitato d'onore contestato fino alla minaccia di turbamento dell'ordine pubblico e quindi fino all'annullamento della visita?"
Allora apriti cielo!! sarebbe stato il ritorno della censura, dell'Inquisizione, delle crociate!!...sarebbero stati la Chiesa e i fondamentalisti cattolici che in un paese libero avevano impedito di parlare ad un libero pensatore e addirittura in un'università che in quanto laica dovrebbe garantire libertà a tutti, anche a chi è ideologicamente sgradito.
"Ma così non usa due pesi e due misure?"
Ha forse dimenticato che sono un emerito coglione?
"Ha ragione, mi scusi. La saluto e la ringrazio"
Grazie a lei. February 02 Odifreddi e Gesù
Riportiamo l'intervista che Odifreddi immagina di fare a Cristo perchè in essa il nostro matematico preferito fornisce una dimostrazione di beozia (beato+idiota) e di ignoranza degna di una dimostrazione di geometria euclidea. Partiamo dalla preziosa introduzione:
Come molti profeti dell'antichità, Gesù di Nazaret è un personaggio mit(olog)ico sul quale non esistono testimonianze storiche. Le notizie sulla sua vita si basano sui racconti letterari che vanno sotto il nome di «Vangeli», scritti a partire dalla seconda metà del primo secolo e divisi in quattro ``canonici'' e vari ``apocrifi'', a seconda che siano o meno accettati come ispirati dalla Chiesa. In base a questi racconti Gesù sarebbe nato durante il regno del re Erode, dunque prima del 4 a.C., e morto sotto la prefettura di Pilato, dunque fra il 26 e il 36 d.C.
[...]«Rabbi, di lei sappiamo soltanto ciò che ci dicono i «Vangeli». Si riconosce in quell'immagine?»
Certamente no. Essendo rivolti ai pastori analfabeti della Palestina di duemila anni fa, i «Vangeli» forniscono un'immagine di me che all'uomo tecnologico contemporaneo non può non apparire anacronistica. Comunque, quell'immagine era inattendibile anche allora: Marco e Luca non mi conoscevano neppure, tutti gli evangelisti riportano parole dette e fatti accaduti decenni prima che li scrivessero, e il canone è un'invenzione del concilio di Roma del 382.
Precisiamo che qui di anacronistico c'è solo Odifreddi. Lui è infatti il guru dell'anacronismo perchè non capisce, e forse nemmeno potrebbbe, che per gli storici moderni le fonti "letterarie" sono il pane quotidiano e a volte vera manna dal cielo. Quindi i Vangeli, anche per la loro natura, sono delle testimonianza storiche che vanno analizzate obiettivamente e con i metodi usati per tutte la fonti e di tutti i generi. La disciplina storica non può non considerare i Vangeli testimonianze storiche soltanto perchè ad un matematico da strapazzo che si improvvisa storico non piacciono certe cose, come delle fonti religiose che hanno anche un aspetto storico. Gli storici oggi (lo so per esperienza personale) hanno già abbastanza problemi senza doversi mettere dietro ai capricci di questo o quello intellettualoide che vuole influenzare i risultati della ricerca storica in base all'esigenze della propria ideologia: Le testimonianze storiche su Gesù ci sono eccome e ce ne sono anche di non cristiane, caro il mio matematico. Che siano passati decenni non conta per la dimostrata esistenza della precedente tradizione orale (da cui vengono i Vangeli) che affonda le radici nei tempi e nei luoghi di Gesù. E poi per il lavoro dello storico qualche decennio non sono molto, fossero questi gli ostacoli peggiori. Saltiamo alla fine di questo turpiloquio:
«Dunque all'Inferno ci va veramente qualcuno?» In verità, in verità le dico: all'Inferno ci finiscono quasi tutti quelli che sperano di non andarci. Il detto ``le vie del Signore sono infinite'' l'ha inventato il Diavolo, per nascondere che invece quasi tutte le vie portano a lui: soprattutto quelle indicate da coloro che usurpano il mio nome.
Questa follia finale ci ha lasciati letteralmente allibiti. chi vuole potrà facilmente trovare tutto il testo in internet. Noi da parte nostra abbiamo deciso, anche al fine di chiarire questa storia dell'Inferno, di fare una controintervista (delle stesse fattezze, si intende) al grande matematico che sarà presto nostro ospite. |
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